Santo del Giorno (rito ambrosiano)

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Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Sab Set 10, 2016 8:30 pm

Sabato, Settimana della I Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Beato Giovanni Mazzucconi, sacerdote e martire


10.09.2016


La Chiesa di Milano fa memoria oggi del Beato Giovanni Mazzucconi.

Nato a Rancio di Lecco il 1° marzo 1826, educato in una famiglia profondamente cristiana, intraprende nel 1840 la strada del sacerdozio. E già durante gli studi teologici, leggendo negli “Annali per la propagazione della fede” la vita e le persecuzioni subite dai missionari dell’estremo oriente, decide di dedicarsi alla evangelizzazione dei non cristiani. Nel 1850 entra nel nuovo istituto delle Missioni Estere (attuale P.I.M.E.) e nel 1852 con altri sei confratelli è inviato alle isole Woodlark e Rook nella Nuova Guinea (Oceania).

La loro missione inizia con una testimonianza gratuita di amore, la cura dei malati, l’aiuto agricolo e tecnico, la pacificazione dei villaggi. Ma quando, in nome del vangelo, i missionari cominciano a condannare le diverse violenze, l’uccisione dei bambini e degli anziani, le prepotenze dei capi, le guerre, avviene la rottura e sotto la minaccia di morte, nel luglio 1855, sono costretti a ritirarsi. Ma Giovanni Mazzucconi, dopo una sosta a Sidney per ristabilirsi da una grave malattia, riparte alla volta delle Woodlark.

Agli inizi di settembre 1855 la nave, mentre sta arrivando a destinazione, si incaglia fra i coralli, e lì avviene l’assalto degli indigeni, che uccidono Mazzucconi e tutto l’equipaggio. Aveva scritto in una sua lettera, ricordando un uragano che aveva messo in grave pericolo la sua vita: “Quel Dio che mi salvò allora, sarà con me anche in questo viaggio; e se io non lo abbandono, egli vuole essere con me per sempre, e finché egli è con me tutto ciò che mi può accadere sarà sempre una grazia, una benedizione di cui lo dovrò ringraziare”.



La chiesa di Novara ricorda oggi sant’Agabio, membro eminente del presbiterio raccolto intorno a san Gaudenzio primo vescovo di Novara, e poi suo successore nella cattedra episcopale, che resse dal 418 al 440, anno della morte
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Dom Set 11, 2016 6:26 am

Domenica II dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

Santi Proto e Giacinto, martiri

11.09.2016
 
Di questi martiri si conosce solo il nome, il luogo e la data della loro deposizione, l’11 settembre, appunto il giorno in cui si fa memoria di loro. Ma, come testimoniato nella Depositio martyrum di Roma e nei Sacramentari Gelasiano e Gregoriano, la storicità del loro martirio è un fatto indiscusso, come certa è l’antichità e la diffusione del culto loro tributato.
Sepolti nel cimitero di Bassilla (poi di S. Ermete) in un cubicolo che papa Damaso, nel sec. IV, rese accessibile al culto, come ricorda una lapide apposta da lui stesso, furono poi traslati dalle catacombe alle chiese urbane, secondo quanto accadeva nei secc. VIII-IX per tutte le reliquie dei Martiri. Così almeno si credeva. Ma una fortunata scoperta archeologica del gesuita Padre Marchi, nel 1845, dimostrò che la tomba di san Giacinto era ancora nel cimitero di S. Ermete: si trattava dell’unica tomba di un Martire delle catacombe giunta assolutamente intatta fino ai nostri giorni.
L’esame dei resti di san Giacinto permise di constatare sulle ossa i segni del fuoco, indizio del genere di martirio subìto da san Giacinto e forse anche da san Proto
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Messaggio Da enricorns2 il Lun Set 12, 2016 9:38 am

Lunedi, Settimana della II Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

S. Nome della beata Vergine Maria

12.09.2016
 
Dopo la festa della Natività della Vergine Maria, la Chiesa onora il suo Nome, anche se la liturgia domenicale prevale sulla festa mariana.
Il Nome, nella tradizione giudaica, si imponeva con solennità, perché era Dio stesso a dare il nome, come il vangelo ci dice a proposito di Giovanni Battista e dello stesso Gesù. Il nome infatti esprime la realtà più profonda della persona, la sua identità, la sua missione e il suo destino.
Il Nome di Maria è nel cuore e nella devozione dei cristiani fin dalle origini, come luminosissimo segno di speranza. La sua memoria liturgica è iniziata quando la festa fu concessa, nel 1513, a Cuenca, una diocesi della Spagna; passò poi nel 1671 al Regno di Napoli e a Milano; finché Innocenzo XI, in rendimento di grazie per la grande vittoria riportata il 12 settembre 1683 sui Turchi che erano già alle porte di Vienna, la estese a tutta la Chiesa universale. Ma il ricordo storico della istituzione è solo un’espressione del significato e della grazia che si celebra nel Nome della Madre del Signore e Madre nostra. La liturgia la saluta: Ave maris Stella! E san Bernardo, il più ispirato cantore di Maria, nella IIa omelia sul vangelo dell’Annunciazione dice: “E il nome della Vergine era Maria… Questo nome… significa stella del mare, e si adatta perfettamente alla Madre di Dio, perché come l’astro emette il suo raggio, così la Vergine concepisce suo Figlio e il raggio non diminuisce lo splendore della stella e il Figlio non diminuisce la verginità della Madre.
È proprio dunque Maria la nobile stella spuntata da Giacobbe, il cui raggio illumina il mondo, lo splendore dei cieli che penetra l’abisso e percorre la terra, riscalda i cuori, inaridisce il vizio e feconda le virtù… Chiunque tu sia… nei pericoli, nelle angustie, nel dubbio, guarda la stella, invoca Maria”.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mar Set 13, 2016 12:52 pm

Martedi, Settimana della II Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

San Giovanni Crisostomo, vescovo e dottore della Chiesa

13.09.2016
 
Giovanni, chiamato Crisostomo – che significa “bocca d’oro” – per la sua eloquenza e il calore della sua parola, nacque ad Antiochia, in Siria tra il 340 e il 350. Fu avviato allo studio delle lettere e dell’arte retorica sotto la guida del più celebre retore di quel tempo, Libanio, e al termine degli studi, attratto, come lui stesso racconta, dalle “sollecitudini del mondo e dalle chimere della giovinezza”, si mise a “correre le arringhe del foro e appassionarsi per il teatro”. Ma tornò rapidamente, dopo appena due anni, alle radici della sua fede cristiana e a vent’anni, nella Pasqua del 368, ricevette il Battesimo.
Nell’asceterio di Diodoro – una sorta di cenobio cittadino che era insieme seminario e centro di studi teologici – e sotto la sua guida magistrale, si appassionò allo studio della Sacra Scrittura, e nel 371 fu ordinato lettore, coadiuvando il vescovo Melezio, che apprezzava in Giovanni sia la dottrina che l’esemplarità dei costumi, nell’istruzione dei cristiani e dei catecumeni. Trascorse quindi sei anni di vita eremitica, prima sul colle Silpio, vicino ad Antiochia e poi in totale solitudine e penitenza, vivendo in una caverna. Ritornato ad Antiochia riprese la sua attività apostolica di predicatore della Parola.
Il vescovo Melezio lo ordinò diacono e il suo successore Flaviano, nel 386, sacerdote. Prima dell’ordinazione al sacerdozio, aveva già scritto almeno cinque dei suoi trattati; le sue omelie gli attiravano la simpatia di tutto il popolo. Celebre è l’Omelia sulle statue, nella quale riuscì a rianimare il popolo sul quale incombeva una rappresaglia imperiale per una rivolta scoppiata a causa di una nuova imposta. Nel 397 fu eletto patriarca di Costantinopoli, cattedra di tutti i cristiani d’oriente. Incominciò subito a riformare gli usi della sua sede patriarcale, devolvendo i beni della mensa vescovile per i poveri; al clero chiese di fare lo stesso e ai monaci di ritornare alla regola dei padri. La venerazione e l’amore di cui era oggetto da parte del popolo e la sua predicazione contro i vizi e il lusso dei ricchi e della corte gli attirarono odi e gelosie.
L’imperatrice Eudossia cercò di togliere di mezzo lo scomodo predicatore. D’accordo con Teofilo, il patriarca di Alessandria, lo fece passare come sospetto di eresia; in un concilio sedizioso venne deposto e mandato in esilio. Il risentimento popolare e un terremoto che spaventò l’imperatrice Eudossia, spinsero a richiamarlo alla sua sede, dove Giovanni, fedele alla sua missione, riprese la predicazione a correzione dei vizi e degli abusi di potere. Fu allora nuovamente esiliato, in Armenia prima e poi, per allontanarlo dal favore che incontrava nei credenti anche in quel luogo, trasferito più lontano, sulle coste del Ponto Eusino, a Pitione. Ma non giunse a destinazione, perché sfinito dall’estenuante viaggio, morì per via, presso il santuario di S. Basilisco, ripetendo la sua preghiera preferita: “Gloria a Dio, in ogni cosa”. Era l’anno 407. Le sue opere letterarie – Trattati di ascetica e morale, Omelie sulla Genesi, sui Salmi, sui Vangeli di Matteo e di Giovanni, sugli Atti degli Apostoli e sulle Lettere di san Paolo, Omelie battesimali e liturgiche – gli conferiscono un posto di primo piano tra i Padri orientali.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mer Set 14, 2016 7:52 am


Mercoledi, Settimana della II Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Esaltazione della S. Croce - festa del Signore


14.09.2016


Si può riconoscere l’origine della festa dell’esaltazione della Croce nel culto delle prime comunità cristiane a Gerusalemme dove, come si può leggere nel diario della pellegrina Eteria (sec. IV), il Venerdì Santo si adorava solennemente la Santa Croce. La leggenda attribuisce a sant’Elena, la madre dell’imperatore Costantino, il ritrovamento della Santa Croce, alla data appunto del 14 settembre. Ma storicamente questo è il giorno della dedicazione delle due basiliche costantiniane, il Martyrion e l’Anastasis (Risurrezione), costruite nella prima metà del IV secolo tra il Golgota e il sepolcro di Gesù.

In seguito la venerazione delle reliquie della Croce prevalse sulla commemorazione della dedicazione di queste basiliche e sotto il nome di “Esaltazione” è passata anche in Occidente. Nel 614 il re persiano Cosroe Parviz durante la conquista della Città santa, trafugò la preziosa reliquia, che fu ricuperata poi nel 628 dall’imperatore Eraclio. Ma nel 1187, dopo che il Vescovo di Betlemme la portò con sé nella battaglia di Hattin, se ne persero definitivamente le tracce. Nel cuore della festa odierna rimane non più il culto della Croce, ma la contemplazione del mistero della Croce come strumento della redenzione universale.

La Croce è la gloria di Cristo, l’esaltazione di Cristo, immagine luminosa dell’amore di Dio per l’umanità; levata in alto, con le sue braccia aperte ad abbracciare la terra, mostra ai credenti la via della vita piena, attraverso la partecipazione al cammino pasquale del Signore crocifisso e risorto.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Gio Set 15, 2016 1:10 pm

Giovedi, Settimana della II Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

Beata Vergine Maria Addolorata

15.09.2016
 
La Vergine Addolorata ha avuto sempre nella Chiesa una venerazione particolare; sempre infatti si è vista la Madre sotto la croce, associata alla passione del Figlio. Della memoria liturgica si trova traccia, già alla fine dell’XI secolo, negli scritti di sant’Anselmo e di molti monaci benedettini e cistercensi.
Si diffuse poi nei secoli XII e XIII ad opera degli stessi cistercensi e dei serviti, un ordine dedicato – come i sette fondatori avevano indicato istituendo la “Compagnia di Maria Addolorata” – alla devozione della Madonna. Nel 1667 i Serviti ottennero l’approvazione della celebrazione liturgica dei “Sette dolori della Vergine”, che corrispondono ad altrettanti episodi narrati nel vangelo: la profezia di Simeone, la fuga in Egitto, lo smarrimento di Gesù a 12 anni nel Tempio, la salita al Calvario, la crocifissione, la deposizione dalla croce, la sepoltura.
Durante il pontificato di Pio VII, nel 1814, la festa venne accolta nel Calendario Romano alla terza domenica di settembre; Pio X, nel 1913, fissò la data definitiva al 15 settembre. Celebrata dopo la festa dell’Esaltazione della Croce, questa memoria riceve così un ricentramento cristologico, passando dalla contemplazione dei sette dolori della Vergine, al dolore della Madre, che sul Calvario assume dimensioni universali generando alla vita tutti coloro che Gesù salva. Maria sta in piedi sotto la croce, sostenuta dalla speranza e dalla fede, per sostenere i credenti nelle loro prove e insegnare loro a stare presso le infinite croci dei nostri fratelli.
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Messaggio Da enricorns2 il Ven Set 16, 2016 9:03 am

Venerdi, Settimana della II Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

Santi Cornelio, papa e Cipriano, vescovo

16.09.2016
 
Delle origini di Cornelio non si sa nulla di preciso; forse apparteneva alla grande famiglia romana dei Cornelii. Fu eletto papa nel 251 per la sua bontà, prudenza e umiltà. Prima di lui, in un tempo di sede vacante, resse la Chiesa il dotto e dinamico prete Novaziano, che aspirava al pontificato. Quando infatti fu eletto Cornelio, Novaziano lo contrastò, scatenando uno scisma rigorista: accusò il legittimo papa di cedimento verso quei cristiani – i lapsi – che, pressati dai persecutori ad apostatare, non avevano avuto la forza di confessare eroicamente la fede.
Il vescovo di Cartagine, Cipriano , a nome di tutto l’episcopato africano, condividendo l’atteggiamento misericordioso di Cornelio verso chi era caduto nell’apostasia, si schierò in difesa del legittimo papa contro quei cristiani che minavano l’unità della Chiesa. Cornelio morì in esilio a Civitavecchia nel 253, durante la persecuzione di Gallo; nel 258 il suo corpo fu traslato a Roma e sepolto nelle catacombe di san Callisto. Cipriano nacque a Cartagine verso il 210. Retore ed avvocato di professione, si convertì al cristianesimo nel 246.
Pochi anni dopo, nel 249, fu eletto vescovo della sua città. Coinvolto nella questione dei lapsi durante la persecuzione di Decio, che colpì anche la Chiesa africana, fu a fianco del papa Cornelio sostenendo la sua posizione e la sua prassi pastorale. Per evitare mali maggiori, Cipriano a Cartagine e Cornelio a Roma, sancirono con un concilio la condanna dei fautori della discordia. Sotto la persecuzione di Valeriano si ritirò per non esporsi alla morte, nella sua casa di campagna, dirigendo da lì la comunità; ma nella primavera del 251 ritornò a Cartagine assumendo in modo scoperto la sua responsabilità di Vescovo. Qui nel 258 fu preso, processato e decapitato davanti ai suoi fedeli il 14 settembre.
La Chiesa associa, nella prima preghiera eucaristica, Cornelio (di Roma) e Cipriano (di Cartagine) per il loro comune martirio e per il loro comune amore per l’unità della Chiesa.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Sab Set 17, 2016 10:34 am

Sabato, Settimana della II Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

San Satiro

17.09.2016
 
Satiro, fratello maggiore di sant’Ambrogio, nacque probabilmente a Roma. Trascorse parte della sua fanciullezza a Treviri, dove il padre era prefetto del pretorio della Gallia. A Roma studiò con il fratello Ambrogio e intraprese una brillante carriera nella magistratura imperiale. Nel 375, ancora catecumeno, lasciò Roma per stabilirsi con la sorella Marcellina a Milano, presso il fratello vescovo.
Ambrogio l’ebbe come valido aiuto nell’amministrazione. In un viaggio di ritorno dall’Africa, sulle coste della Sardegna, fece naufragio, e pur non essendo battezzato, volle assumere l’ostia consacrata che un viaggiatore portava con sé. Egli attribuì poi alla presenza eucaristica l’aver scampato il pericolo. Morì nel 377-78 dopo una grave malattia.
Sant’Ambrogio tenne l’elogio funebre esaltando la sua fede, la sua disponibilità, il suo amore fraterno e la sua rettitudine e così concluse: “Non chiediamo conto al Signore, lamentandoci perché ce lo ha tolto; ringraziamolo, piuttosto, che ce lo ha donato”.
 
Oggi la Chiesa ricorda anche sant’Ildegarda di Bingen, monaca benedettina, dottore della Chiesa, morta il 17 settembre 1179. Fondatrice di monasteri, ricca di grandi talenti, spaziò dalla botanica alla teologia, esprimendo le sue esperienze mistiche in scritti che Bernardo di Chiaravalle apprezzò e incoraggiò. Ella volle soprattutto insegnare a cantare l’amore di Dio; e in realtà si può forse considerare la prima donna musicista della storia cristiana.
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Messaggio Da enricorns2 il Dom Set 18, 2016 11:13 am


Domenica III dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Sant'Eustorgio I, vescovo


18.09.2016


Fu il nono vescovo di Milano ed è ricordato da sant’Atanasio d’Alessandria e da sant’Ambrogio come il più fermo avversario dell’eresia ariana. Non sappiamo se Eustorgio partecipò ai due Concili che si tennero a Milano nel 345 e 347, che si caratterizzarono appunto per la loro azione antiariana, perché non conosciamo il periodo del suo episcopato. Si sa per certo che nel 343 fu Protasio a partecipare al Concilio di Sardica, come vescovo di Milano, e Protasio morì prima del 355, anno in cui venne esiliato il suo immediato successore Dionigi. Eustorgio appartiene al gruppo dei quattro vescovi milanesi – Eustorgio, Dionigi, Ambrogio, Simpliciano – che furono subito venerati nel culto pubblico. È a lui che viene attribuita la costruzione della basilica a cinque navate, nota poi come Chiesa di santa Tecla, ricordata da sant’Ambrogio come basilica “nova” .

Altre notizie su sant’Eustorgio non ci sono pervenute. Una leggenda, pare del secolo XI, narra che dopo essere stato eletto vescovo, si recò a Costantinopoli dall’Imperatore per ottenerne l’approvazione. Insieme al consenso, ebbe in dono un enorme sarcofago contenente i corpi dei Magi. Tornato a Milano, collocò l’arca marmorea nella basilica da lui fatta costruire presso il luogo del fonte battesimale della primitiva comunità cristiana (zona di porta Ticinese).

Le reliquie dei Magi, dopo la distruzione di Milano nel 1162, furono traslate a Colonia da Rinaldo, vescovo di quella città. Secondo la tradizione, sant’Eustorgio morì il 18 settembre di un anno imprecisato e fu sepolto nella basilica che ancora oggi porta il suo nome.
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Messaggio Da enricorns2 il Lun Set 19, 2016 1:17 pm


Lunedi, Settimana della III Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



San Gennaro,vescovo e martire


19.09.2016


Le notizie incerte che abbiamo non ci permettono di tratteggiare con precisione la figura di san Gennaro, vescovo di Benevento. Sappiamo però che fu decapitato, con altri compagni, per difendere la propria fede intorno al 305, durante la persecuzione di Diocleziano, probabilmente a Pozzuoli. Si racconta che durante il martirio, una nobildonna di nome Eusebia raccolse parte del sangue del vescovo Gennaro in due ampolle, custodendole con molta venerazione. In occasione della traslazione del corpo del santo da Pozzuoli alle catacombe di Napoli, fatta da un vescovo di quella città, Eusebia regalò al porporato le due ampolle contenenti il sangue raggrumato di san Gennaro.

Nel corso del tempo le reliquie ebbero vari trasferimenti: attualmente il capo e le ampolle del sangue del martire sono custodite nel duomo di Napoli. Da secoli, tutti gli anni, si verifica un evento singolare, prodigioso anche per la scienza, che finora non ha trovato una spiegazione: ed è la liquefazione del sangue. La testimonianza più antica di questo fenomeno la troviamo in uno scritto del 1389: ne seguiranno tante altre, e tutte concordi. La liquefazione avviene ogni anno il 19 settembre, anniversario del martirio, il primo sabato di maggio, giorno in cui si ricorda la prima traslazione da Pozzuoli a Napoli, e il 16 dicembre, anniversario della terribile eruzione del Vesuvio arrestata, secondo la fede dei napoletani, per intercessione di san Gennaro.

Oltre che a Napoli il miracolo si verifica quasi simultaneamente a Pozzuoli, sulla pietra che la tradizione ritiene sia stata usata per la decapitazione. Il culto di san Gennaro si diffuse rapidamente sia nelle Chiese d’Occidente che in quelle d’Oriente; i napoletani lo venerano come loro patrono principale. Del martirio di san Gennaro ce ne parla già il martirologio Geronimiano, la cui redazione primitiva si ascrive al secolo V, come pure gli antichi calendari di Cartagine (sec. VI) e di Napoli (sec. IX).



Lo stesso giorno si ricorda san Roberto Bellarmino.

Nato a Montepulciano da nobile famiglia il 4 ottobre 1542, a diciotto anni, nel 1560, entrò nella Compagnia di Gesù. Giovane superdotato, studiò a Padova e a Lovanio dove fu ordinato prete nel 1570. Chiamato a Roma nel 1592, gli fu affidata la cattedra di teologia al Collegio Romano ed ebbe come alunno san Luigi Gonzaga. Nel 1599 fu fatto cardinale e nel 1602 nominato arcivescovo di Capua, dove fu pastore modello per tre anni. Richiamato a Roma da papa Paolo V, diventò teologo ufficiale della Congregazione del sant’Uffizio: celebri furono le sue dispute e controversie in difesa della fede cattolica. Morì a Roma il 17 settembre 1621; fu canonizzato nel 1930 da Pio XI e proclamato dottore della Chiesa nel 1931.
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Messaggio Da enricorns2 il Mar Set 20, 2016 2:22 pm

Martedi, Settimana della III Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Santi Andrea Kim Taegon, sacerdote, Paolo Chong Hasang e compagni, martiri


20.09.2016


L’evangelizzazione della Corea risale agli inizi del secolo XVII, quando alcuni coreani, visitando Pechino, vennero a contatto con la fede cristiana. Ritornati in patria, seppero organizzare, anche senza pastori, una fervente comunità, che perseverò nella fede fino all’arrivo dei primi missionari francesi.

Notizie di Andrea Kim, figlio di Ignazio (il padre fu pure martirizzato nel 1821), ci giungono da due lettere da lui scritte in carcere nel 1846. Andrea nacque nel 1821 da una fervente famiglia cristiana, che dovette fuggire da Seul per l’incombere della persecuzione. Nel 1836, ormai quindicenne, entrò in contatto con padre Maubant, uno dei primi missionari entrato clandestinamente in Corea, che lo mandò a Macao nella speranza di prepararlo al sacerdozio.

Nel 1844, diacono, ritornò in patria. A ordinarlo sacerdote fu Mons. Ferréol, che Andrea, con molta astuzia, era riuscito a introdurre nel suo paese. La stretta collaborazione tra i due, pur in clima di persecuzione, portò molti frutti. Andrea fu molto amato dai suoi connazionali, non solo perché coreano, ma anche perché esemplare nella pratica del vangelo e di grande capacità comunicativa nel trasmettere la fede con un linguaggio semplice e profondo. Casualmente scoperta la sua identità di cristiano, fu incarcerato nella primavera del 1846; si cercò in ogni modo di farlo apostatare ma, non riuscendovi, dopo atroci torture, fu decapitato, il 16 settembre del 1846.

Altro insigne apostolo, ma laico, fu Paolo Chong Hasang nato a Mahyan nel 1795. Suo padre Agostino e suo fratello Carlo furono martirizzati nel 1801, mentre lui, la madre e la sorella furono imprigionati e privati di tutti i loro beni. Una volta liberato, ormai ventenne, si dedicò alla comunità cristiana, allora senza pastori, privilegiando i poveri. Una delle aspirazioni più grandi di Paolo Chong era quella di cooperare all’introduzione dei sacerdoti in Corea. Per questo affrontò numerosi e difficilissimi viaggi fino a Pechino – dove poteva partecipare all’Eucaristia – per implorare l’invio dei missionari. La venuta del vescovo Imbert fece sì che Paolo Chong potesse pensare ad una sua preparazione al sacerdozio. Ma il riaccendersi della persecuzione lo portò in prigione, dove, dopo atroci torture, fu decapitato il 22 settembre 1839.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mer Set 21, 2016 12:23 pm

Mercoledi, Settimana della III Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

San Matteo, apostolo ed evangelista

21.09.2016
 
Matteo (“Dono di Dio”), detto anche Levi, esercitava a Cafarnao la professione di “pubblicano”, termine che designa colui che prendeva in appalto dal potere dominante l’esazione delle imposte. Era nel pieno del suo mestiere, odiato dalla gente, quando Gesù – proprio ai primi tempi della sua predicazione in Galilea – lo chiamò alla sua sequela.
Prontamente corrispose alla vocazione del Signore, che volle subito ospitare a casa sua, per un pranzo di addio agli amici, pubblicani e peccatori come lui. Suscitando lo sconcerto e quindi la critica dei farisei, offrì al Maestro l’occasione per una decisiva rivelazione. Infatti, durante quel festoso banchetto, il Salvatore proclamò solennemente la sua missione: “misericordia voglio, e non sacrificio. Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Annoverato tra i dodici apostoli di Gesù, seguì il Maestro durante le sue peregrinazioni. Nel giorno di Pentecoste ricevette con la prima comunità cristiana il Dono dello Spirito Santo e spese la vita nell’annuncio del vangelo.
La costante tradizione della Chiesa lo riconosce autore del Primo Vangelo, scritto originariamente in lingua aramaica, dopo l’evangelo secondo Marco, per la Comunità giudeo-cristiana. Scrivendo per i giudei di Palestina, ha come intento primario di mostrare che Gesù è il Messia, e realizza le profezie deposte nelle Scritture. La raffigurazione simbolica dell’Evangelista lo associa al simbolo del Libro (evangelo) e dell’Angelo in forma umana (cfr. Ez 1,10 e Ap 4,6) – unico simbolo umano tra i quattro che designano gli evangelisti – forse perché il suo scritto inizia con la genealogia di Gesù che mette in primo risalto l’umanità del Figlio di Dio. Di lui non si conservano altre notizie. Secondo la tradizione, predicò l’evangelo in Siria o in Etiopia. Dal X sec. è documentato che le sue reliquie sono custodite a Salerno.
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Messaggio Da enricorns2 il Gio Set 22, 2016 6:32 pm


Giovedi, Settimana della III Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



San Maurizio e compagni, martiri


22.09.2016


Sotto l’imperatore Massimiano Erculeo, Maurizio e i suoi compagni – secondo la più antica passio in numero di seimilaseicento soldati, forse provenienti dall’Egitto (“Legione Tebea”) – verso la fine del III secolo immolarono la loro vita, ad Agauno nel Vallese, per restare fedeli a Cristo, rifiutandosi di onorare gli dei e combattere i cristiani loro fratelli in Gallia.

Nel gruppo Maurizio svolgeva la funzione di primicerius. Non si hanno notizie dirette del loro martirio. La prima versione della loro passio fu scritta da Eucherio vescovo di Lione, verso il 450. Ma la loro morte risale al 286 e avvenne per decapitazione, dopo atroci torture inflitte loro nell’inutile tentativo di farli apostatare. Già nel IV secolo fu edificata dal vescovo Teodoro di Martigny una basilica in loro onore ad Agauno.

E il loro culto si diffuse sempre più nei secoli immediatamente successivi. A Milano il loro culto è attestato già nei più antichi sacramentari e messali ambrosiani, pre-carolingi. Molti luoghi della Svizzera, Francia, Germania e Italia, vantano di custodire le loro reliquie, e ordini cavallereschi medioevali si posero sotto la loro protezione.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Ven Set 23, 2016 10:56 am


Venerdi, Settimana della III Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



San Pio da Pietrelcina


23.09.2016


Francesco Forgione nacque a Pietrelcina, nell’arcidiocesi di Benevento, il 25 maggio 1887. A sedici anni, il 22 gennaio 1903, entrò nel noviziato dei Frati Cappuccini di Morcone, ove prese il nome di fra’ Pio. Il 10 agosto 1910 ricevette l’ordinazione presbiterale, a Benevento. Agli inizi del suo ministero soffrì di un lungo periodo di malattia, che lo costrinse a restare in famiglia. Nel settembre 1916 fu trasferito a S. Giovanni Rotondo ove rimase fino alla morte. Qui visse la sua vocazione, acceso di amore per Dio e per il prossimo.

La speciale missione che caratterizzò tutta la sua vita di prete l’attuò soprattutto attraverso la preghiera del rosario e l’amministrazione del sacramento della penitenza: per oltre cinquant’anni instancabilmente accolse penitenti che accorrevano a frotte al suo confessionale. Ma nella celebrazione dell’eucaristia padre Pio trasmetteva con singolare intensità la sua fede, il suo affidamento al Signore. Particolarmente toccato dall’esperienza della sofferenza del prossimo, si impegnò nella fondazione della “Casa Sollievo della sofferenza”, inaugurata il 5 maggio 1956. Immerso nell’esperienza delle realtà della fede, era uomo della speranza e della fiducia totale in Dio.

Conobbe con intensità singolare il mistero della croce e ne portò il segno nella propria carne. Sperimentò per molti anni profonde sofferenze interiori, che visse con fortezza e umile prudenza. Per la singolarità del suo carattere e della sua figura, fu oggetto di particolari richiami da parte dell’Autorità Ecclesiastica, che ridusse drasticamente il campo della sua attività pastorale, consentendogli solo la celebrazione dell’Eucaristia. Accettò con serenità silenziosa, in spirito di obbedienza. Vastissima folla di gente veniva richiamata dalla sua straordinaria forza comunicativa, pur rude, e dalla sua capacità di spirituale intuito degli animi. La sua salute che non era mai stata florida, declinò rapidamente negli ultimi anni della sua vita terrena.

Morì il 23 settembre 1968. Grandissimo concorso di popolo segnò la sua sepoltura. Nel novembre 1982 fu introdotta la causa di beatificazione. Venne beatificato il 2 maggio 1999, canonizzato il 16 giugno 2002.



In questo stesso giorno la chiesa ricorda san Lino papa, primo successore di Pietro nella cattedra romana. Incerti sono il tempo e la durata del suo governo. Ireneo lo identifica col personaggio ricordato da san Paolo in 2 Tim 4,21. Il suo nome è inserito nel canone romano. Il suo culto è attestato soprattutto a Volterra, di cui è patrono.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Sab Set 24, 2016 8:55 am


Sabato, Settimana della III Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Santa Tecla, vergine e martire


24.09.2016


Dalla fine del II secolo è attestato il culto di santa Tecla, donna cristiana che non ha esitato a versare il suo sangue per Cristo Signore. Le Chiese ortodosse e greco-cattoliche la chiamano ‘megalomartire’, cioè prima grande donna cristiana che subì il martirio. In effetti è la santa del cui culto si possiede la documentazione più antica, pur gravando la più completa oscurità storica sulla sua vita.

Folta letteratura leggendaria sorse, già in epoca patristica (fine II sec.) in Asia Minore (secondo il testo apocrifo degli Atti di Paolo e Tecla, a Iconio sarebbe stata convertita al cristianesimo da san Paolo: cfr. At 14, 1-7), e poi per tutto il medio evo circolarono versioni molteplici della sua passio. In suo onore furono edificate molte chiese: il luogo di origine del suo culto sembra essere Seleucia, già meta di folti pellegrinaggi in età antica (cfr. Itinerario di Eteria, 23,5). Qui l’imperatore Zenone (V sec.) fece edificare ben tre basiliche in suo onore. Il culto di santa Tecla fu vivo anche in Spagna, e in particolare a Tarragona, di cui è patrona. Ad essa venne dedicata la primitiva cattedrale eretta a Milano verso la metà del IV secolo.

Alle vergini consacrate il vescovo sant’Ambrogio propose ripetutamente, addirittura accanto alla beata Vergine Maria, Tecla come modello di fede e di costante perseveranza nell’amore del Salvatore: “Maria vi insegni una regola di vita, Tecla vi sia maestra nel sacrificio” (De Virginibus, II, 3, 19). A partire da sant’Ambrogio,

Tecla ebbe nella Chiesa di Milano un culto particolarmente vivo, a differenza della Chiesa romana e a somiglianza con le Chiese d’Oriente. Il nome di questa martire è iscritto fin dai tempi antichi nel canone della Liturgia ambrosiana. In questo stesso giorno le Chiese ortodosse fanno memoria di Silvano del Monte Athos, monaco (1866-1938). Simeone Ivanovic Antonov, nato in Russia da famiglia contadina, nel 1892 entrò nel monastero athonita di S. Pantaleone, compiendo una splendida parabola di vita, che dai focosi inizi di uomo violento e passionale conduce, grazie a un’umilissima docilità all’azione dello Spirito Santo, a una figura spirituale di altissimo livello.

L’esperienza dell’amore di Dio scioglie progressivamente e dilata lo spazio del suo spirito. La desolazione del cuore vissuta in fiducioso abbandono, l’amore ai nemici e una compassione senza confini sono i tratti che più lo caratterizzano. Pur nominato economo del monastero, costituito da centinaia di monaci, intraprese senza mai arrestarsi un cammino di assimilazione al Signore misericordioso che lo rese fiaccola luminosa per innumerevoli persone che accorrevano a lui per chiedere una parola e la sua preghiera.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Dom Set 25, 2016 10:45 am


Domenica IV dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Sant'Anàtalo e tutti i santi vescovi milanesi


25.09.2016


In questo giorno, dedicato fin da epoca antica alla memoria di sant’Anàtalo (metà II sec.), che è il primo nome a comparire nella lista dei vescovi di Milano, la Chiesa ambrosiana raccoglie la memoria ed esprime in una sola celebrazione la venerazione per i trentadue santi pastori (scelti tra i primi quarantaquattro) che l’hanno nutrita e guidata nei primi secoli della sua storia, dalle origini fino al vescovo Natale (metà VIII sec.), sepolto nella chiesa di S. Giorgio in palazzo che egli stesso aveva edificato.

Tra essi, solo quattro: Eustorgio, Dionigi, Ambrogio, Simpliciano, sono venerati separatamente. La comunità ecclesiale ambrosiana esprime così la sua gratitudine al Signore Gesù per la speciale provvidenza di cui è stata oggetto nei suoi inizi, certa di essere aiutata, attraverso i secoli, dall’intercessione presso Dio dei suoi primi vescovi. Anàtalo, protovescovo di Milano, secondo un’antica tradizione era discepolo di Simon Pietro e da lui fu inviato a reggere la Chiesa milanese. Secondo un’altra tradizione fu compagno di evangelizzazione di san Barnaba, e da lui venne costituito vescovo di Milano e di Brescia. Suoi successori immediati, sono: Caio, Castriziano, Calimero, Mona, Mirocle, Materno e Protaso.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Lun Set 26, 2016 9:48 am


Lunedi, Settimana della IV Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Santi Cosma e Damiano, martiri


26.09.2016


Versarono il loro sangue per Cristo nella persecuzione di Diocleziano, all’inizio del IV secolo, in Palestina.

Noti e venerati in oriente col soprannome di “anargìri” (“senza denaro”) essi esercitavano l’arte medica senza chiedere compenso alcuno, persuasi che così devono fare i discepoli del Signore. Grazie all’imperatore Giustiniano il loro culto divenne popolarissimo.

Sul loro sepolcro, a Ciro in Siria, fu edificata una basilica che divenne celebre nell’antichità. La data odierna ricorda la dedicazione in loro onore da parte di Papa Felice IV (530) di una chiesa nel Foro Romano. Iscritti sia nel canone romano che nel canone ambrosiano, sono venerati come patroni dei medici.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mar Set 27, 2016 8:04 am


Martedi, Settimana della IV Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



San Vincenzo de' Paoli


27.09.2016


Vincent Depaul nacque a Pouy in Aquitania nel 1581 da una famiglia povera, di contadini. Ordinato prete a diciannove anni, cercò dapprima una buona sistemazione ecclesiastica e arrivò ad entrare nella corte di Francia come elemosiniere della regina madre. Ma a un certo momento, illuminato dalla grazia, segnato dall’incontro con il card. De Bérulle, si volse a cercare Cristo nei tribolati e nei piccoli.

Divenne parroco in un piccolo e sconosciuto paese dove organizzò l’ordine delle “Serve dei poveri” per l’assistenza degli indigenti. Richiamato a Parigi, istituì nel 1625 la Congregazione dei Signori della Missione (detti Lazzaristi, dalla loro prima sede, a S. Lazzaro), per l’evangelizzazione del popolo, la cura dei poveri, la formazione del clero.

Con santa Luisa de Marillac nel 1633 diede vita alla Congregazione delle Figlie della Carità, religiose che in certo modo innovavano, rispetto alla forma monastica, la figura della donna consacrata nella Chiesa. A loro offrì come convento l’ospizio dei malati, per cella una camera d’affitto, per cappella la chiesa parrocchiale, per chiostro le vie della città e le sale d’ospedale. Chiamato a far parte del Consiglio di Reggenza, si adoperò perché fossero posti a capo delle diocesi e dei monasteri dei candidati più degni. Morì a Parigi il 17 settembre 1660, amato e venerato come il padre dei poveri.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mer Set 28, 2016 10:41 am


Mercoledi, Settimana della IV Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Beato Luigi Monza, sacerdote


28.09.2016


Nacque a Cislago, in provincia di Varese, il 22 giugno 1898 da famiglia contadina, le cui uniche ricchezze erano costituite dal lavoro, dal coraggio e dalla fede. Entrò in seminario all’età di diciotto anni, il 19 settembre 1925 ricevette l’ordinazione presbiterale, divenendo così sacerdote dell’Arcidiocesi di Milano. Come primo impegno pastorale si occupò dei giovani dell’Oratorio maschile della parrocchia di Vedano Olona. L’inizio del suo ministero sacerdotale fu contrassegnato da ogni sorta di prove; fu accusato ingiustamente dai fascisti di aver organizzato un attentato al podestà locale, e incarcerato insieme al parroco, per essere poi assolto e rilasciato quattro mesi dopo.

Nel 1929 fu trasferito al santuario della Madonna dei miracoli in Saronno, ove fu animatore di parecchie iniziative giovanili. Qui il suo sguardo, affinato nella prova e raggiunto da quello di Dio, imparò a guardare lontano, su un mondo segnato dalla solitudine, dalla tristezza e dall’egoismo, che “urgeva riportare all’amore di Dio”. Dinnanzi ad un mondo ormai “divenuto pagano”, come soleva dire, don Luigi Monza vide profeticamente nelle comunità dei primi cristiani, che vivevano come “un cuor solo e un’ anima sola”, un ideale sociale in cui la carità era la prima ed irrinunciabile regola di convivenza umana, quindi il mezzo più idoneo per annunziare all’uomo contemporaneo il vangelo di Cristo.

I cristiani all’interno della società dovevano costituire presenze vive e testimoni di amore, ma dal di dentro nella vita di ogni giorno e nella attività professionale di ognuno. Nel 1936 fu inviato nella parrocchia di San Giovanni in Lecco, dove fu “sacerdote secondo il cuore di Dio” e parroco assai popolare. Si dimostrò sempre disponibile e vicino ai poveri, ai malati ed a chi come lui subiva ingiustamente persecuzioni ed angherie. Durante la seconda guerra mondiale si prodigò particolarmente per i suoi parrocchiani impegnati al fronte.

Lungi dall’immischiarsi nella pilitica, nascose e mise in salvo parecchi partigiani, ma durante la liberazione si fece anche difensore dei fascisti militanti e collaborazionisti oggetto di violenza. Sin dal 1937, quando era ormai chiara la strada che il Signore gli indicava, era nato dal suo cuore di padre l’Istituto Secolare delle Piccole Apostole della Carità, chiamate a portare nel mondo la pienezza di vita consacrata all’amore totale di Cristo “con il fervore apostolico della prima comunità cristiana”.

Dopo un iniziale periodo di ricerca su come poter al meglio concretizzare questo ideale, don Luigi e le sue Piccole Apostole diedero vita all’associazione “La Nostra Famiglia”, finalizzata all’assistenza sociosanitaria, all’istruzione e formazione in particolar modo delle persone disabili e svantaggiate, soprattutto bambini, che educati con le migliori tecniche medico-scientifico-pedagogiche avrebbero potuto inserirsi al meglio delle loro capacità nel difficile contesto sociale. Ancora oggi le Piccole Apostole della Carità prestano particolare cura ed attenzione ai giovani ed alle famiglie. Sono presenti in Italia, Sudan, Brasile ed Ecuador e collaborano anche in Cina, Marocco e Palestina.

Ma don Monza purtroppo non vide lo sviluppo della sua opera perchè morì il 29 settembre 1954. Il miracolo avvenuto per sua intercessione, riconosciuto il 19 dicembre 2005 con decreto di papa Benedetto XVI, ha portato alla sua beatificazione, avvenuta il 30 aprile 2006 nel Duomo di Milano.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Gio Set 29, 2016 8:05 am


Giovedi, Settimana della IV Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Santi Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli


29.09.2016


Il nuovo calendario liturgico raggruppa in un unico giorno la festa dei tre arcangeli. Nel Nuovo Testamento il termine “arcangelo” è attribuito solo a Michele, a Gabriele e a Raffaele.

Il culto di Michele si diffuse dapprima solo in Oriente: in Europa iniziò alla fine del V secolo, dopo l’apparizione dell’arcangelo sul monte Gargano. Michele è citato nella Bibbia nel libro di Daniele come primo dei principi e custodi del popolo d’Israele; è definito arcangelo nella lettera di Giuda e nel libro dell’Apocalisse. Michele è colui che conduce gli altri angeli alla battaglia contro il drago, cioè il demonio, e lo sconfigge. Il suo nome, di origine ebraica, significa: “Chi è come Dio?”.

La diffusione del culto dell’arcangelo Gabriele, il cui nome significa “Dio è forte”, è più tarda: si attesta attorno all’anno Mille. Gabriele è l’angelo inviato da Dio, e nell’Antico Testamento è mandato al profeta Daniele per aiutarlo a interpretare il senso di una visione e per predirgli la venuta del Messia. Nel Nuovo Testamento è presente all’annuncio della nascita del Battista a Zaccaria, e nell’Annuncio a Maria, messaggero della Incarnazione del Figlio di Dio.

Raffaele è uno dei sette angeli che, si dice nel libro di Tobia, stanno sempre al cospetto del Signore. È l’inviato di Dio che accompagna il giovane Tobi a riscuotere un credito nella Media e lo riporta sano e salvo in Assiria, assieme a Sara, la sposa, che ha guarito dal suo male, come guarirà il padre Tobia dalla sua cecità. Il suo nome significa infatti “medicina di Dio”, ed è venerato come guaritore.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Ven Set 30, 2016 12:03 pm


Venerdi, Settimana della IV Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



San Girolamo, monaco e dottore della Chiesa


30.09.2016


Girolamo, uno dei più grandi dottori della Chiesa indivisa, nacque a Stridone, in Dalmazia, da una nobile famiglia cristiana, fra il 345 e il 347. A Roma studiò i classici latini e a Treviri conobbe la vita ascetica dell’occidente, stringendo amicizia con Rufino e Cromazio di Aquileia.

Fu battezzato a 19 anni da papa Liberio. Si recò poi in Oriente per conoscere la tradizione monastica del deserto siriaco e fu ordinato presbitero ad Antiochia. Fondò a Roma, sull’Aventino, un cenobio dove donne dell’aristocrazia romana si esercitavano nell’ascesi e nello studio approfondito della Scrittura. Nel 384, dopo la morte di papa Damaso – del quale era stato segretario particolare e da cui ricevette l’incarico della revisione della traduzione latina della Bibbia, che darà origine alla Vulgata – Girolamo ripartì alla volta di Betlemme, dove si dedicò alla traduzione e al commento dei libri sacri.

Qui fondò un monastero maschile e uno femminile. Di carattere forte e irruente, provocò insieme consensi e polemiche con i suoi interventi accesi per fustigare vizi e ipocrisie. Nei suoi scritti, molti dei quali interessano la vita monastica, soprattutto nel suo Epistolario, Girolamo ha lasciato alla Chiesa un tesoro prezioso di insegnamenti sulla vita cristiana e sull’ascesi monastica. Morì a Betlemme nel 419, il 30 settembre. Gli antichi calendari d’Oriente e d’Occidente ricordano oggi Gregorio l’Illuminatore, apostolo degli armeni, nato il 260 ca. e morto attorno al 328.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Sab Ott 01, 2016 11:51 am


Sabato, Settimana della IV Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Santa Teresa di Gesù Bambino, dottore della Chiesa


1.10.2016


Nasce ad Alençon (Francia) il 2 gennaio 1873, e a quattro anni, dopo la morte della mamma, si stabilisce con la famiglia a Lisieux, nella casa dei Buissonnets. Avverte presto la chiamata alla vita religiosa, e a soli 15 anni, nel 1888, entra nel Carmelo di Lisieux, dove già vivevano due sorelle. Nel 1895 si offre come “vittima di olocausto all’amore misericordioso di Dio”, avendo compreso che solo l’amore può salvare il mondo. Questa sarà infatti la sua vocazione: “Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore”. Teresa resterà fedele all’impegno di amare fino alla morte, avvenuta quando aveva solo 24 anni, il 30 settembre 1897, nella sofferenza fisica e nel buio spirituale, sedendo, come scrisse lei stessa, “alla tavola dei peccatori”.

L’interesse che ha suscitato il messaggio teologico della sua spiritualità - “la piccola via” - racchiuso nell’autobiografica Storia di un’anima, le è valso, nel 1997, il riconoscimento di dottore della Chiesa per la solidità della sua dottrina, profondamente evangelica ed ecclesiale. Per Teresa di Gesù Bambino “la santità (cioè la vita cristiana) non sta in questa o in quella pratica, ma consiste in una disposizione del cuore che ci rende umili e piccoli nelle braccia di Dio, coscienti della nostra debolezza e fiduciosi fino all’audacia nella sua bontà di Padre ”.

E' patrona, con Francesco Saverio, delle Missioni e, con Giovanna d’Arco, patrona secondaria della Francia.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Dom Ott 02, 2016 1:30 pm


Domenica V dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Santi Angeli Custodi


2.10.2016


Una festa particolare, dedicata agli Angeli custodi, si diffuse prima in Spagna nel 1400 - quando a Valencia si istituì una festa per l’angelo protettore della città - e nel secolo successivo in Portogallo. Nel calendario romano fu introdotta nel 1615, e nel 1670 papa Clemente X ne fissò la data al 2 ottobre. Ma la devozione agli angeli è molto antica, più antica di quella dei santi, ed ebbe particolare sviluppo nel Medioevo. Nella storia della salvezza, Dio affida agli angeli l’incarico di proteggere i patriarchi, i suoi fedeli (Sal 90,11-13) e tutto il popolo eletto (Es 23,20-23); Pietro in carcere viene liberato dal suo angelo (At 12,7-11.15) e Gesù, a difesa dei piccoli, dice che “i loro angeli vedono sempre il volto del Padre che sta nei cieli” (Mt 18,10).

Nella sua misteriosa provvidenza, Dio manda dal cielo i suoi angeli a custodia e protezione dell’uomo, così che nel cammino della vita sia sempre sorretto dal loro aiuto (cfr. colletta propria). Se gli angeli circondano in modo particolare il Verbo incarnato (Gv 1,51), noi possiamo celebrare le grandi feste liturgiche insieme con loro: essi stanno presso la culla e presso la tomba di Gesù, presenti alla sua nascita e alla sua risurrezione. Nella contemplazione del volto di Dio in cielo e nella celebrazione dei misteri liturgici sulla terra essi vedono i decreti della bontà di Dio su di noi e ne sono custodi.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Lun Ott 03, 2016 12:12 pm

Lunedi, Settimana della V Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

Beato Luigi Talamoni

3.10.2016
 
Sacerdote ambrosiano, Luigi Talamoni nacque a Monza il 3 ottobre del 1848 e morì a Milano il 31 gennaio del 1926. Fu professore nel seminario liceale della sua città natale e svolse un intenso ministero pastorale e una benefica attività sociale. A lui si deve, insieme alla vedova Maria Biffi Levati, la fondazione di una Congregazione femminile, le Misericordine di San Gerardo, impegnata nell'assistenza ai malati più poveri. Si ricorda anche il beato Columba Marmion, abate, nato a Dublino il 1° aprile, giovedì santo del 1858 da padre irlandese e da madre di origine francese, entrambi ferventi cristiani. Educato in collegi diretti dagli agostiniani e dai gesuiti, entrò a 17 anni nel seminario diocesano e completò gli studi di teologia a Roma, nel Pontificio Collegio Irlandese, presso la chiesa di sant’Agata dei Goti, dove fu ordinato sacerdote il 16 giugno 1881.
Dopo cinque anni di ministero in patria, come viceparroco e insegnante in seminario, poté realizzare il suo sogno di diventare monaco entrando nell’abbazia benedettina di Maredsous (Belgio), da poco fondata, poiché in Irlanda non esistevano più monasteri benedettini. Ricevette il nome monastico di Columba. Nel 1889 fu scelto come priore per la nuova fondazione di Mont-César (Lovanio), dove fu apprezzato come professore di teologia dei giovani monaci, e come direttore spirituale degli universitari. Nel 1909 fu eletto abate di Maredsous, il terzo nella storia del monastero.
Da quel momento tutta la sua azione fu caratterizzata dall’esercizio della paternità all’interno del monastero e dal magistero spirituale che, mediante corsi d’esercizi a religiosi, sacerdoti, monache, laici, ma soprattutto attraverso la pubblicazione dei suoi scritti, raggiunse ben presto tutta la Chiesa. La dottrina spirituale di dom Marmion, contenuta specialmente nei suoi tre celebri volumi: Cristo vita dell’anima, Cristo ideale del monaco, Cristo nei suoi misteri, altro non è che il cristocentrismo teologico e mistico di san Paolo, riproposto in forma esistenziale.
Dopo la sua morte, avvenuta a Maredsous il 30 gennaio 1923, da più parti fu sollecitata l’istruzione del processo di beatificazione, che è giunto a conclusione il 3 settembre 2000, quando Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato.
 
Le Chiese ortodosse ricordano in questa data Dionigi l’Areopagita, autore del Corpus Areopagiticum (Gerarchia ecclesiastica, Gerarchia celeste, Nomi divini), che tanto influsso ebbe nella tradizione mistica d’Oriente e d’Occidente.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mar Ott 04, 2016 2:20 pm

Martedi, Settimana della V Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

San Francesco d'Assisi, patrono d'Italia

4.10.2016
 
Nacque ad Assisi nel 1182, da una famiglia della nascente borghesia. Dopo una vita giovanile spensierata e mondana, ispirata all’ideale cavalleresco, Francesco si convertì al vangelo, che visse con radicalità - “sine glossa” - in povertà e letizia, seguendo il Cristo povero, umile e casto, secondo lo spirito delle beatitudini. Insieme ai primi fratelli che lo seguirono sulle tracce di Cristo, attratti dalla forza del suo esempio, predicò il vangelo di Gesù nella radicalità delle sue esigenze, contribuendo al rinnovamento della Chiesa, fortemente bisognosa in quel tempo di testimoni che le indicassero le vie del Signore.
Il 17 settembre, sul monte Alverna (la Verna), dove si era ritirato insieme ad alcuni dei suoi primi compagni, ricevette le stigmate, segno visibile della sua identificazione con il Cristo. Ma da questo luogo di esperienze mistiche dovette scendere, perché gravemente malato: gli era quasi scomparsa la vista ed era estenuato da ripetute emottisi. Nel Testamento e nel Cantico delle creature - che Francesco compose in un eremitaggio che si era fatto apprestare presso il convento di S. Damiano, confortato e sostenuto dalla preghiera di Chiara e delle sue compagne - esprimeva il suo amore a Madonna povertà e il legame d’amore che univa tutte le creature tra loro e con l’uomo, quasi un abbraccio cosmico per dare gloria a Dio.
Moriva all’età di 44 anni la sera del 3 ottobre 1226. Il 16 luglio 1228 papa Gregorio IX, alla presenza della madre Pica e di altri parenti, del vescovo di Assisi che lo aveva accolto, nudo, sotto il suo mantello, lo iscriveva nell’albo dei santi. A lui si ispirano diverse famiglie religiose maschili e femminili che da lui prendono il nome. Pio XII, nel 1939, lo ha proclamato patrono d’Italia.
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