Santo del Giorno (rito ambrosiano)

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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mer Ott 05, 2016 1:06 pm

Mercoledi, Settimana della V Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

San Daniele Comboni

5.10.2016
 
Nato a Limone sul Garda (Brescia) il 15 marzo 1831, fu educato e ordinato sacerdote nell’Istituto Mazza in Verona, dove, alla fiammata missionaria accesa dal Mazza, fiorì e si alimentò la sua vocazione africana. Non aveva che 18 anni quando volle impegnarsi con giuramento sacro ai piedi del Mazza a consacrarsi per tutta la vita alla missione nell’Africa Centrale.
Nel 1857 partecipò alla seconda spedizione mazziana che non evitò la catastrofe della prima. Comboni rimpatriò due anni dopo, a stento sopravvissuto all’assalto delle febbri tropicali; ma il suo cuore restò conquistato per sempre alla Nigrizia. Così, mentre le tragiche vicende della missione (morirono in quegli anni 46 missionari sotto i cinquant’anni) determinarono la sua sospensione, Comboni si impegnò, fino al 1864, nel piano Mazza che raccoglieva dall’Africa ed educava in Italia giovani che poi sarebbero tornati ad evangelizzare la loro terra. Ma il problema rimaneva insoluto; perché se in Africa l’europeo moriva, non risultava certo idoneo al ministero apostolico l’africano che era stato sradicato dal suo contesto ed educato in un’altra cultura.
Come impiantare dunque la Chiesa locale? La risposta venne come un’ispirazione dall’Alto mentre il Comboni pregava sulla tomba di san Pietro. Da questa illuminazione nacque quel Piano per la rigenerazione dell’Africa mediante se stessa che costituì la norma d’azione e il segno profetico della sua consacrazione missionaria. In esso la rinascita della missione centro-africana venne prospettata con una programmazione graduale che toccava tutta l’Africa, valorizzando al massimo l’elemento indigeno.
Così presentata al Concilio Vaticano I, la missione fu affidata al Comboni prima come provicario e poi nel 1877 come vicario apostolico con dignità episcopale. A servizio della missione aveva fondato l’Istituto Missionario per la Nigrizia a cui affiancò nel 1872 quello delle Pie Madri della Nigrizia. Nella convinzione che l’opera dell’evangelizzazione sia compito primario di tutta la Chiesa, Comboni viaggiò infaticabile attraverso l’Europa con puntate anche in Polonia e Russia per suscitare e animare l’impegno missionario, pur riponendo, da uomo di Dio qual era, nella preghiera il primo fondamentale valore e la forza e la speranza del suo apostolato.
Morì a Khartum (Sudan) il 10 ottobre 1881, con il nome della Nigrizia sulle labbra. Proclamato santo da Giovanni Paolo II il 5 ottobre 2003.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Gio Ott 06, 2016 8:36 am


Giovedi, Settimana della V Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



San Bruno, sacerdote, certosino


6.10.2016


Nasce a Colonia intorno al 1030 dalla nobile famiglia degli Hartenfaust. Compie gli studi nella celebre scuola cattedrale di Reims dove divenne, giovanissimo, maestro di teologia. Ordinato presbitero, fu canonico di quella cattedrale e apprezzato insegnante nella stessa scuola. Per venti anni tenne alta la fama di questo centro accademico e vi formò discepoli famosi, come il futuro papa Urbano II e sant’Ugo vescovo di Grenoble.

Ma quando alla cattedra episcopale di Reims fu eletto Manasse, un vescovo notoriamente simoniaco, Bruno che, secondo l’indirizzo dato alla cristianità da Gregorio VII, operava per una vera riforma del mondo ecclesiastico e civile, fu esonerato da tutti gli incarichi ed espulso dalla diocesi. Alla deposizione di Manasse, operata dal Concilio di Lione del 1080, Bruno rifiutò l’elezione a vescovo di Reims che tutti sollecitavano, e si orientò verso una forma di vita più conforme al suo desiderio di ricerca di Dio, nella solitudine e nel silenzio.

Si ritirò dapprima a Molesme, presso il suo antico maestro, l’abate Roberto, e poi a Grenoble, dove il vescovo Ugo, suo antico allievo, gli assegnò un luogo solitario (la Chartreuse), che divenne la culla dell’Ordine Certosino, e dove si configurò una forma di vita fortemente eremitica, ispirata ai Padri del deserto, ma in un quadro cenobitico. Ma Urbano II, per portare avanti la riforma avviata da Gregorio VII, nella grave congiuntura in cui si trovava con un antipapa alle porte della città, volle accanto a sé l’antico maestro, e Bruno venne a Roma con un gruppo di compagni. Da qui però, perdurando i dissidi tra il pontefice e l’impero, tornò presto a cercare la solitudine dell’eremo, ritirandosi in Calabria, dove, vicino a Serra, fondò una nuova Certosa (oggi Serra San Bruno). Poco lontano, affluendo numerosi vecchi e nuovi discepoli, aprì poi un secondo eremo, Santo Stefano di Bosco, che divenne il più importante.

Bruno morì nel 1101, e non fu mai ufficialmente canonizzato. Ma la sua memoria, a partire dall’ambiente certosino, è passata nei libri liturgici romani nel 1622, come quella di un maestro che indica all’uomo, che cerca la propria verità, la via evangelica dell’attesa del Regno promesso, nella preghiera incessante, nella lotta segreta del cuore contro le passioni e nell’ascolto della Parola che il Padre rivolge ai suoi figli.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Ven Ott 07, 2016 11:37 am

Venerdi, Settimana della V Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

Beata Maria Vergine del Rosario

7.10.2016
 
La corona del rosario, come serie di grani infilati a collana per contare le preghiere – che troviamo anche presso i musulmani e gli indiani – sembra molto antica. Ma l’uso di ripetere e contare le Ave Maria risale al XII secolo. Una raccolta di miracoli di Nostra Signora – un Rosarius – verso il 1328 attribuiva a san Domenico la salvezza del mondo grazie alla sua predicazione della preghiera dell’Ave Maria ripetuta e meditata. Ma in realtà il propagatore del “salterio di Nostra Signora”, come si preferiva chiamare il rosario, è stato, nel 1475, il domenicano B. Alano de la Roche. La memoria della Beata Vergine del Rosario deriva da una festa – Santa Maria della Vittoria – istituita da san Pio V dopo la vittoria riportata a Lepanto sulla flotta turca il 7 ottobre del 1571.
Tale memoria, ad opera di Gregorio XIII, entrò nella liturgia della diocesi di Roma, oltre che nel culto delle Confraternite del Santo Rosario, sotto il titolo di Santissimo Rosario della Beata Vergine Maria . Ma solo nel 1716 fu iscritta nel Calendario Romano in ringraziamento della vittoria riportata contro i turchi a Peterwardein (Austria) dal principe Eugenio nel 1683, con la liberazione di Cipro. In tempi più vicini a noi, nel 1960, il mutamento del titolo da festa del santo Rosario a festa della Beata Vergine del Rosario la ricentra sulla venerazione della Vergine nella memoria dei misteri che ha vissuto in comunione con il Figlio – i misteri proposti nel rosario – nei quali si contempla il mistero totale di Cristo, la sorgente della nostra salvezza. Maria – dice san Bernardo – è l’Acquedotto che ci riporta alla Sorgente.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Sab Ott 08, 2016 9:49 am


Sabato, Settimana della V Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Sant'Anselmo di Lucca, vescovo


8.10.2016


Anselmo nacque a Baggio, alle porte di Milano, da nobile famiglia, verso il 1040. Sotto la guida dello zio paterno, canonico della cattedrale milanese – che sarà poi papa col nome di Alessandro II – ricevette un’ottima formazione e da lui assimilò le idee di riforma della Chiesa della quale doveva diventare uno dei più accesi e validi sostenitori. Abbracciata la vita ecclesiastica, entrò nel monastero di S. Benedetto di Polirone, presso Mantova, dove completò la sua formazione spirituale, teologica e giuridica. Gregorio VII, che aveva per lui grande stima ed amicizia e il legame di una perfetta comunione di intenti per la realizzazione della riforma della Chiesa, lo volle vescovo di Lucca e lo inviò come suo legato a rianimare la Chiesa milanese e confermare nella fede le popolazioni lombarde.

Per incarico dello stesso pontefice compose un’ampia raccolta di cànoni per fornire una base giuridica alla riforma intrapresa dalla Sede apostolica. Nel ministero episcopale, fu pastore interamente dedicato al suo popolo; visitò tutta la diocesi, dedicandosi particolarmente al clero, curando la sua formazione teologica e spirituale, dando a tutti l’esempio di una vita austera, impegnata nella preghiera, nello studio e nell’attività pastorale.

Ebbe cura particolare per la celebrazione dei divini misteri, promuovendo anche il canto sacro. Nella sua opera di riforma, promosse la vita comune del clero, ottenendo buoni risultati nelle campagne e incontrando invece nei canonici della cattedrale di S. Martino una opposizione tenace che divenne ribellione aperta quando, giungendo a Lucca l’imperatore Enrico IV, poterono avvalersi della sua protezione. Allora Anselmo dovette lasciare Lucca e si rifugiò presso Matilde di Canossa, a Mantova, che con lui divenne il centro propulsore della vita cristiana della Lombardia. E a Mantova morì, il 18 marzo 1086, assistito da Matilde di Canossa e dal vescovo Ubaldo, pronunciando, a imitazione dell’amico Gregorio VII, le parole: “Ho amato la giustizia e odiato l’iniquità; per questo muoio in esilio”.



Nello stesso giorno si celebra la memoria di san Giovanni Calabria, sacerdote (1873-1954), fondatore dei Poveri Servi e delle Povere Serve della Divina Provvidenza. Vastissimo e infaticabile il suo apostolato, soprattutto rivolto ai più poveri e diseredati, vissuto in fiducioso abbandono alla Provvidenza, e come impegno di ritorno alla fedeltà al Vangelo sine glossa: “Dobbiamo essere – diceva – Vangeli viventi, in un mondo che ha dimenticato il Vangelo”.



Si ricorda oggi anche santa Giustina martire, arrestata durante la persecuzione di Diocleziano e condannata alla pena capitale. L’inserimento del nome di santa Giustina nel canone della messa ambrosiana è della fine del secolo V o dell’inizio del VI.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Dom Ott 09, 2016 12:26 pm


Domenica VI dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



Santi Dionigi, vescovo, e compagni, martiri


9.10.2016
Dionigi, di cui parla Gregorio di Tours († 594) nella Storia dei Franchi, sarebbe uno dei sette vescovi inviati da Roma nelle Gallie al tempo di Decio (250) per portarvi il vangelo. Secondo i racconti del martirio scritti nei secoli successivi, Dionigi sarebbe stato un cristiano di Roma di origine gallica; per questo fu scelto per tale missione. Egli si fermò nella zona centrale intorno alla nascente Parigi, e qui compì la sua opera di evangelizzatore, cristianizzò la regione e organizzò la prima comunità cristiana.

La Chiesa di Parigi lo ricorda come primo vescovo e lo onora per il martirio subito per decapitazione insieme al presbitero Eleuterio e al diacono Rustico. Di questi compagni non si hanno notizie ma la loro presenza conferma che a quell’epoca la Chiesa di Lutetia Parisiorum era già costituita. Nella Vita di santa Genoveffa, scritta intorno al 520, si parla della basilica che la santa fece costruire nel luogo dove Dionigi subì il martirio, il Vico Catulliaco, dove poi sorse il famoso complesso monasteriale di Saint-Denis, inaugurato solennemente alla presenza di Carlo Magno. La zona prese il nome di Montmartre, dal latino Mons Martyrum, colle dei martiri. Il culto di san Dionigi e dei suoi compagni martiri, dapprima unito allo sviluppo di Parigi e all’ascesa al potere dei Franchi, si diffuse poi oltre i confini della Gallia.

Il santo fu riconosciuto come il fondatore della Chiesa di Francia; la sua fama sarà uguagliata solo da san Remigio, vescovo di Reims, che battezzò Clodoveo, re dei Franchi, nel VI secolo.





Lo stesso giorno si fa memoria anche di san Giovanni Leonardi, sacerdote (1541-1609). Nacque a Diecimo di Borgo a Mozzano (Lucca). Ordinato prete nel 1571, dopo aver esercitato la professione di assistente farmacista, si dedicò totalmente all’educazione catechistica dei fanciulli e dei giovani nella sua città, inquieta per i fermenti del Rinascimento e la predicazione di Ochino. Per attendere a questo compito fondò dapprima la Compagnia della dottrina cristiana, che raccoglieva laici e laiche desiderose di dedicarsi alla catechesi, e poi la Confraternita dei preti riformati che più tardi fu approvata da Paolo V col nome di Chierici regolari della Madre di Dio.

Nel suo lavoro dinamico e preveggente incontrò l’opposizione e l’ostilità dei suoi stessi concittadini, tanto che dovette lasciare Lucca. Ma Roma guadagnò così uno dei più validi collaboratori nelle riforma ecclesiastica in atto nella Chiesa. Giovanni Leonardi assolse molti incarichi pontifici, restaurò la dìsciplina in diverse famiglie religiose, e animato dal fervore missionario del tempo, fondò insieme con il sacerdote spagnolo G.B. Vives un seminario che preparasse a Roma i sacerdoti per le terre di missione. Nacque così quello che più tardi divenne il Collegio Urbano di Propaganda Fide. E fu l’ultima opera uscita dal cuore e dalla mente di san Giovanni Leonardi. Nel 1609, servendo gli ammalati di peste, ne contrasse il morbo di cui morì, l’8 ottobre di quell’anno. San Filippo Neri, il Baronio, san Giuseppe Calasanzio, il Vives e tanti altri, che condivisero con lui le ansie e le gioie per la riforma della Chiesa, ne attestarono la santità eroica. Fu sepolto in Santa Maria in Campitelli e nel 1938 dichiarato santo.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Lun Ott 10, 2016 10:25 am

Lunedi, Settimana della VI Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

San Casimiro di Polonia s. Daniele Comboni

10.10.2016
 
Nacque il 3 ottobre 1458, nel castello reale di Cracovia, terzo dei tredici figli di Casimiro IV Jagellonide, re di Polonia e granduca di Lituania. Destinato al trono di Ungheria, ricevette un’adeguata formazione umana e una profonda educazione cristiana. Le vicende politiche del tempo non lo condussero al trono designato, ma Casimiro ancora giovanissimo si interessò della vita pubblica del suo paese, e rimase accanto al padre, accompagnandolo nei viaggi in Lituania e sostituendolo nelle varie mansioni amministrative.
Negli impegni del suo stato operò sempre con vivo senso della giustizia, coltivò le virtù cristiane, rifulgendo in particolare per la castità perfetta, la carità verso i poveri e i bisognosi, lo zelo instancabile per la fede cattolica. Particolarmente vivo nella sua pietà l’amore all’Eucaristia e la devozione alla Vergine Maria. Colpito da tisi, morì appena venticinquenne nel castello di Gradinas, in Lituania, il 4 marzo 1484. La nazione lituana lo venera come principale patrono. A lui sono dedicate molte chiese nella sua terra e in altre nazioni, dovunque si trovino emigrati lituani o polacchi.
La Chiesa ricorda oggi s. Daniele Comboni, unico superstite degli otto figli di Luigi e Domenica, Fin da giovane scelse di diventare missionario in Africa.
Ordinato sacerdote nel 1854, tre anni dopo sbarca in Africa. Il primo viaggio missionario finisce presto con un fallimento: l'inesperienza, il clima avverso, l'ostilità dei mercanti di schiavi costringono Daniele a tornare a Roma. Alcuni suoi compagni si lasciano vincere dallo scoramento, egli progetta un piano globale di evangelizzazione dell'Africa. Mette poi in atto una incisiva opera di sensibilizzazione a Roma e in Europa e fonda diversi istituti maschili e femminili, oggi chiamati comboniani. Di nuovo in Africa nel 1868, Daniele può finalmente dare avvio al suo piano. Con i sacerdoti e le suore che l'hanno seguito, si dedica all'educazione della gente di colore e lotta instancabilmente contro la tratta degli schiavi.
Riflette a lungo su quel disastro e su tanti altri, giungendo a conclusioni che saranno poi la base di un “Piano”, redatto nel 1864 a Roma. In esso Comboni chiede che tutta la Chiesa si impegni per la formazione religiosa e la promozione umana di tutta l’Africa. Il “Piano”, con le sue audaci innovazioni, è lodatissimo, ma non decolla. Poi, per avversioni varie e per la morte di don Mazza (1865), Comboni si ritrova solo, impotente.
Ma non cambia. Votato alla “Nigrizia”, ne diventa la voce che denuncia all’Europa le sue piaghe, a partire dallo schiavismo, proibito ufficialmente, ma in pratica trionfante. Quest’uomo che sarà poi vescovo e vicario apostolico dell’Africa centrale, vive un duro abbandono, finché il sostegno del suo vescovo, Luigi di Canossa, gli consente di tornare in Africa nel 1867, con una trentina di persone, fra cui tre padri Camilliani e tre suore francesi, aiuti preziosi per i malati. Nasce al Cairo il campo-base per il balzo verso Sud. Nascono le scuole. E proprio lì, nel 1869, molti personaggi venuti all’inaugurazione del Canale di Suez scoprono la prima novità di Comboni: non solo ragazzi neri che studiano, ma maestre nere che insegnano. Inaudito. Ma lui l’aveva detto: "L’Africa si deve salvare con l’Africa".
Negli anni 1877-78 vive insieme con i suoi missionari e missionarie la tragedia di una siccità e carestia senza precedenti. Era l'anticipazione della morte sopraggiunta nel 1881. Nel 2003, nel giorno della canonizzazione, Giovanni Paolo II lo definì un «insigne evangelizzatore e protettore del Continente Nero».
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Messaggio Da enricorns2 il Mar Ott 11, 2016 12:39 pm

Martedi, Settimana della VI Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

Sant'Alessandro Sauli, vescovo s. Giovanni XXIII, papa

11.10.2016
 
Nato a Milano nel 1534 da famiglia genovese, Alessandro riceve la sua formazione a Pavia, dove compie gli studi umanistici. Nel 1551, a diciassette anni, è accolto nella Congregazione dei Barnabiti da poco fondata – di cui a trentatré anni diventerà superiore generale – dove completa la sua già larga cultura umanistica con una solida cultura teologica. Tornato a Milano, superiore nel Collegio di S. Barnaba, si distinse per la sua predicazione e l’opera di educazione dei giovani studenti.
A Milano entra in stretta relazione con san Carlo Borromeo che lo sceglie come suo confessore e consigliere. E sarà san Carlo a conferirgli l’ordinazione episcopale quando nel 1570 fu eletto pastore della Chiesa di Aleria in Corsica. L’isola selvaggia e poverissima, allora sotto la dominazione di Genova, era considerata un semplice pontile di sbarco; mancava di tutto, vi imperversava sovrana sulle coste la malaria e sui monti il brigantaggio. “Ma almeno Dio – aveva detto il vescovo santo – non ci mancherà”. Per venti anni vi si prodigò instancabile per la restaurazione della vita cristiana alla luce degli insegnamenti del Concilio di Trento: lottò contro la miseria, l’ignoranza, l’abbrutimento, si impegnò nella formazione del clero, si dedicò senza risparmio all’evangelizzazione del popolo, cercando di placare gli odi tra le famiglie e impedire le vendette.
Chiamato alla sede di Pavia, lasciò con dolore la povertà della sua isola, ma continuò a condurre vita di grande austerità, non rifuggendo da nessuna fatica. Morì pochi mesi dopo il trasferimento, l’11 ottobre 1591, mentre attendeva alla visita pastorale.
 
Nella memoria della Chiesa il giorno 11 ottobre segna una svolta decisiva, l’inizio di una nuova stagione dello Spirito: è il giorno infatti in cui, nel 1962, il papa s. Giovanni XXIII apre ufficialmente i lavori del Concilio Vaticano II. Lo aveva annunciato al mondo già all’inizio del suo pontificato, non ne vedrà la conclusione, ma aveva impresso alla riflessione collegiale della Chiesa l’impulso decisivo e aveva orientato con discrezione e discernimento i padri conciliari ad aprirsi al soffio dello Spirito.
In questa stessa data è fissata, dal giorno della sua beatificazione avvenuta il 3 settembre 2000, la memoria liturgica di lui. Nato a Sotto il Monte (Bergamo) il 25 novembre 1881 in una numerosa e modesta famiglia di contadini, ricevette nel suo ambiente di origine una semplice e solida formazione cristiana, e apprese subito a riconoscere nella povertà una benedizione del Signore. Negli anni del seminario maturò quelle intuizioni spirituali che lo renderanno trasparenza luminosa del vangelo di Gesù. Avviato dai suoi superiori alla carriera diplomatica, divenne nunzio apostolico in Bulgaria, poi a Istanbul e a Parigi. Incontrando nella sua missione alti esponenti della gerarchia ortodossa aprì la strada a quei contatti fraterni tra Oriente ed Occidente che saranno una delle principali sollecitudini del suo pontificato. Nominato nel 1953 patriarca di Venezia, mostrò il volto evangelico della Chiesa, chiamata ad essere povera e in ascolto del suo Signore, accogliente e misericordiosa perché anch’essa generata dalla misericordia. Il 28 ottobre 1958, a 77 anni, Roncalli a sorpresa uscì dal conclave papa della Chiesa universale. Giudicato come un pontefice di transizione, papa Giovanni, con le sue scelte – l’indizione del Concilio ecumenico innanzitutto –, con le sue encicliche e con il suo stile pastorale rinnovò il volto della Chiesa, segnando la fine dell’età post-tridentina. Morì il 3 giugno 1963, vegliato nelle sue ultime ore da moltitudini di uomini che avevano riconosciuto il suo cuore di pastore.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mer Ott 12, 2016 11:56 am

Mercoledi, Settimana della VI Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

Santa Edvige, religiosa

12.10.2016
 
Edvige nacque nel 1174 dal conte Bertoldo IV di Andechs nell’Alta Baviera. Trascorse la sua fanciullezza nel monastero delle Benedettine di Kitzingen, dove apprese l’amore alle Sacre Scritture. A dodici anni sposò il principe di Slesia Enrico I, dal quale ebbe quattro figli e tre figlie, di cui sei la precedettero nella morte. Condusse una intensa vita di preghiera e di austerità: fu lei che inventò lo stratagemma delle scarpe senza suola per camminare sempre scalza, anche quando l’etichetta le imponeva di indossare calzature. Seppe essere un vero modello di madre, di sposa e di sovrana.
Fu largamente benefica verso i poveri, i prigionieri di guerra, gli ammalati per i quali fondò, coinvolgendo anche il marito, diversi ospedali. Comprendendo che i monasteri femminili potevano facilitare il consolidamento della vita cristiana, costruì nel 1202 la famosa Abbazia cistercense a Trebnitz, dove la figlia Gertrude divenne abbadessa.
Alla morte del marito, nel 1238, si ritirò nel monastero da lei fondato, sotto l’obbedienza della figlia, senza però diventare mai monaca in senso stretto, per non interferire nella vita di comunità. Qui morì il 15 ottobre 1243. La fama della sua santità si diffuse rapidamente: prima nei paesi limitrofi, poi in tutto il mondo cattolico. Fu canonizzata da Clemente IV il 26 marzo 1267.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Gio Ott 13, 2016 12:34 pm

Giovedi, Settimana della VI Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore

Santa Margherita Maria Alacoque

13.10.2016
 
Margherita nasce a Verosvres (in Borgogna ) nel 1647 da una famiglia della media borghesia. A 24 anni entra tra le visitandine di Paray-le-Monial. È nel semplicissimo quadro del chiostro della Visitazione che si svolgono le principali tappe dell’ascesi spirituale di Margherita. Nel 1672, pur sentendosi inadatta alla vita di questo monastero per le difficoltà che incontrava, fa la sua professione religiosa incoraggiata dal Signore stesso. Il 27 dicembre del 1673, festa di san Giovanni evangelista, mentre si inginocchiava nella cappella del convento, ha la prima apparizione di Gesù che l’invita a porre il suo capo sul proprio cuore, come fece Giovanni nell’ultima cena, annunciandole che l’aveva scelta quale apostola della devozione al sacro Cuore “che ha tanto amato gli uomini”.
Dalla sua autobiografia e dai suoi scritti, veniamo a conoscenza che le apparizioni si aggirano sulla trentina di cui tre accompagnate da messaggi che chiedevano, rivelandosi man mano più chiaramente, di dedicare una festa particolare al sacro Cuore nel primo venerdì dopo l’ottava del Corpus Domini e di riparare ogni primo venerdì del mese, con la comunione, le offese ricevute dagli uomini, soprattutto per contrastare il giansenismo.
Le consorelle, i superiori e i confessori dapprima diffidarono di lei, ma l’intervento autorevole del direttore spirituale, padre Claudio de la Colombière (poi beato), la sostenne nell’impresa di rendere pubbliche le richieste del sacro Cuore. A partire dalla sua comunità, il movimento per promuovere questa devozione non si arrestò più, nonostante gli ostacoli. Margherita è stata lo strumento privilegiato per la diffusione di un culto che era sempre esistito nella Chiesa sotto diverse forme. A lei però è stato chiesto di imprimere un orientamento nuovo non più soltanto di contemplazione e di adorazione del Cuore di Gesù, ma anche di riparazione e di conversione di vita per testimoniare in verità al mondo che “Dio è amore ” e che “ha tanto amato il mondo da mandare suo Figlio per salvarlo”.
Margherita morì nel suo monastero a 44 anni il 17 ottobre 1690 e fu canonizzata nel 1920. Il culto del sacro Cuore è stato esteso alla Chiesa universale nel 1856 e Pio XI nel 1929 ha elevato la festa a solennità.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Ven Ott 14, 2016 1:13 pm


Venerdi, Settimana della VI Domenica dopo il Martirio di S. Giovanni il Precursore



San Callisto I, papa e martire


14.10.2016


Callisto nacque a Roma nella seconda metà del secolo II. Fu schiavo, intraprendente finanziere e amministratore dei beni di un cristiano di nome Carpoforo. Si rese però più volte colpevole di irregolarità di gestione, tanto da meritarsi nel 186 la condanna all’esilio nelle miniere di Sardegna. Liberato per l’intervento di papa Vittore, andò ad Anzio. È qui che papa Zefirino (198-217) venne a cercarlo per ordinarlo diacono e incaricarlo di costruire il primo cimitero catacombale della comunità cristiana sulla via Appia - che ancora oggi porta il suo nome -, dove furono sepolti tutti i papi di quell’epoca.

Per i suoi meriti e le sue doti, nell’anno 217 alla morte di papa Zefirino, fu eletto a succedergli. Ma il prete Ippolito, uomo dotto e asceta severo, non accettò questa elezione e si fece nominare come Vescovo alternativo da un piccolo gruppo di fedeli rigoristi, provocando il primo scisma all’interno della Chiesa di Roma.

Il papa Callisto si ricorda soprattutto per la sua difesa della fede ricevuta dalla tradizione, particolarmente la fede trinitaria e per la scelta della linea evangelica della misericordia nei problemi morali e della prudenza nelle questioni giuridico-canoniche: scelte che gli hanno attirato l’accusa di “lassismo” da parte di rigoristi come Ippolito a Roma e Tertulliano in Africa. Callisto – come sembra – morì martire il 14 ottobre 222, durante una sommossa popolare nella zona di Trastevere e fu sepolto nel vicino cimitero di Calapodio sulla via Aurelia, non potendo i fedeli correre il rischio di deporlo nel cimitero papale da lui costruito sulla via Appia.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Lun Ott 17, 2016 12:48 pm

Lunedi, Settimana dopo la Dedicazione del Duomo

Sant’Ignazio di Antiochia, vescovo e martire (II secolo)

17.10.2016
 
Ignazio (“detto anche Teoforo”, così si chiama in tutte le sue lettere), vissuto ad Antiochia di Siria sotto l’imperatore Traiano (98-117), fu il terzo vescovo della comunità cristiana di Antiochia, dopo Simon Pietro ed Evodio. Di lui narra Eusebio di Cesarea nella sua Storia Ecclesiastica (III,36), ed è l’unica fonte diretta che abbiamo della sua vita, insieme alle notizie che provengono dalla Lettera di Policarpo ai Filippesi .
Arrestato come cristiano durante una persecuzione romana del cristianesimo, ritenuto “superstitio illicita”, negli anni tra il 107 e il 110 fu condannato ad essere ucciso dalle bestie a Roma. Nel viaggio sotto scorta militare che, insieme ad altri cristiani condannati, percorse per raggiungere il luogo dell’esecuzione, fece anche lunghe soste.
A Smirne venne accolto dal vescovo Policarpo e da una numerosa comunità di cristiani. Accorrevano a incontrarlo anche membri di altre comunità dell’Asia minore (Efeso, Magnesia, Tralli) che, non trovandosi sul percorso del suo viaggio ultimo, vollero comunque accomiatarsi da un vescovo molto stimato e amato. Da Smirne scrisse lettere di commiato alle Chiese di cui aveva accolto la delegazione e alla Chiesa di Roma: questa è l’unica lettera datata, il giorno 24 agosto. Dopo Smirne il drappello passò a Troade, da dove Ignazio scrisse alle chiese di Filadelfia e di Smirne, e al suo vescovo Policarpo. Successivamente dovette passare da Filippi, come testimonia la lettera scritta posteriormente da Policarpo ai Filippesi, per imbarcarsi poi a Durazzo per l’Italia. Ireneo (180 ca.) e Origene (235 ca.) testimoniano che effettivamente subì il martirio, in Roma, consegnato alle fauci dei leoni.
Le sette lettere scritte in questo viaggio infamante, in realtà trasformato da lui in corteo trionfale, sono espresse in stile molto acceso e diretto e testimoniano la tenera e vigorosa passione di questo umilissimo vescovo per il Signore Gesù Cristo, e per l’unità delle chiese: “uomo fatto per l’unità” egli si autodefinisce. Soprattutto la Lettera ai Romani rivela l’animo di questo appassionato e mitissimo discepolo della prima generazione apostolica. Alla fine del primo secolo di vita della Chiesa, tali lettere sono al tempo stesso testimonianza preziosa sulla vita della più antica sede della Chiesa apostolica, Antiochia; sulla fede cristologica ed eccelsiologica; sulle crisi derivanti dagli influssi gnostici, giudaizzanti, docetisti; e sulla spiritualità del martirio, strettamente collegata al senso dell’eucaristia.
Non per niente Ignazio che, ritenendosi non ancora diventato veramente discepolo (Ai Tralliani, V.2), anelava a "imitare la passione del suo Dio” (Ai Romani, VI.3), si definiva “frumento di Dio”, destinato ad essere stritolato dalle bestie per diventare pane puro di Cristo (Ai Romani, IV.1).
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mar Ott 18, 2016 1:03 pm

Martedi, Settimana dopo la Dedicazione del Duomo

S. Luca evangelista

18.10.2016
 
Le testimonianze dei primi secoli (Ireneo, il canone di Muratori, Tertulliano) sembrano concordi nel riconoscere in Luca l’autore del terzo Evangelo e degli Atti degli Apostoli. Originario di Antiochia in Siria, Luca scrive per i cristiani provenienti dal paganesimo. Discepolo e compagno di Paolo nei suoi viaggi missionari, rimane con lui durante le due prigionie romane, quando tutti gli altri lo abbandonarono (II Tim. 4,9-11).
Pare fosse medico di professione; era comunque una persona di notevole sensibilità e cultura che sapeva usare con raffinatezza i mezzi espressivi che possedeva. Buon conoscitore della lingua greca, non sembra che conoscesse altrettanto bene la lingua e le tradizioni ebraiche. Si presume pertanto provenisse da una comunità del mondo ellenico. Per confermare la fede dei cristiani venuti dal paganesimo raccolse, come egli stesso attesta, tutte le fonti scritte e orali che già circolavano nelle diverse comunità cristiane e compose “un racconto ordinato ” della vita e degli insegnamenti di Gesù, il Salvatore di tutti gli uomini.

Luca nel suo vangelo, mette in luce l’amore misericordioso di Dio per l’umanità e soprattutto la predilezione di Gesù per i poveri e i peccatori. Centrali nel suo vangelo sono le parabole del ricco epulone e del figlio prodigo. A tutti comunque è rivolto l’invito a vivere una vita di povertà condividendo i propri beni con i fratelli in necessità e nel rinnegamento di se stessi per seguire il Maestro sulla via della croce. Nel suo vangelo importante è la presenza delle donne a partire dalla Madre di Gesù, di cui Luca ci ha lasciato l’immagine più perfetta.

Negli Atti degli Apostoli, Luca racconta il primo espandersi della Chiesa cristiana fuori dalla Palestina con tutti i problemi di questa universalizzazione, nonché la prodigiosa attività apostolica e missionaria di Paolo. Nulla di sicuro si sa circa la morte di Luca. Le diverse tradizioni, non conciliabili tra loro, parlano di martirio, ma sembra più probabile che sia morto in tarda età in una comunità dell’Acaia. Le sue ossa furono portate a Costantinopoli e di là trasferite a Padova.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mer Ott 19, 2016 12:46 pm

Mercoledi, Settimana dopo la Dedicazione del Duomo

San Paolo della Croce

19.10.2016
 
Paolo Francesco Danei, è una delle figure di santità più luminose del secolo XVIII, epoca dell’Illuminismo e della Rivoluzione francese.
Nacque a Ovada, in Piemonte. È il fondatore della Congregazione dei Chierici Scalzi della S.ma Croce e Passione di N.S.G.C. – Passionisti -, nel ramo maschile e femminile, di ispirazione eremitica e caratterizzata da uno stile di grande austerità, e spirito di servizio, soprattutto verso i poveri e gli infermi. In seguito a quella che egli stesso chiama la sua “seconda conversione” (1714), avvertì un forte impulso a dedicarsi totalmente a Dio.
Ebbe in quell’epoca una forte esperienza mistica, in cui percezione della sua nuova vocazione e conoscenza del mistero della passione di Cristo si intrecciano intensamente: “Mi vidi in spirito vestito di nero fino a terra, con una croce bianca in petto e sotto la croce c’era scritto il nome santissimo di Gesù” . Ventiseienne, si ritirò, con l’approvazione del vescovo di Alessandria, Gattinara, presso S. Carlo di Castellazzo Bormida, in una chiesetta solitaria, solo sostenuto dalla quotidiana partecipazione all’Eucaristia.
In questo periodo scrisse un diario e una regola sulla base della quale iniziò una forma di vita eremitica e insieme apostolica, che progressivamente prese forma e raccolse adepti in tutta Italia, avendo la sua culla sull’Argentario. Si mosse infatti per molte regioni italiane aprendo “ritiri” in moltissimi luoghi. Morì a Roma, dove nel 1773 aveva aperto un “ritiro” presso la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.
La sua dottrina spirituale è all’inizio di una vera e propria corrente di spiritualità, caratterizzata da viva e umile devozione alla Passione di Gesù, un misto di “amore doloroso e di dolore amoroso” (dalle sue “Lettere”).
 
Oggi si ricorda anche santa Laura di Cordova del sec. IX; nata a Cordova in Spagna, Laura si sposò ma divenne presto vedova. Entrò allora in convento a Cuteclara e si fece monaca. Nell'864 fu catturata dai mori e per non aver rinnegato la sua fede cristiana morì martire immersa nell'acqua bollente.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Gio Ott 20, 2016 1:18 pm

Giovedi, Settimana dopo la Dedicazione del Duomo

Sant'Irene del Portogallo

20.10.2016
 
Di Irene, o Iria, una 'Vita' leggendaria racconta che alla fine del VI secolo era monaca in un monastero del Portogallo, a Nabancia (Thomar). La testimonianza più antica del suo culto si trova nell’antifonale mozarabico della cattedrale di Léon (sec. X).
A Scallabis fu eretta una cattedrale in suo onore, e il nome della città, per lei, si mutò in Santarem (Santa Iria). Il 20 ottobre è verosimilmente la data della consacrazione di tale cattedrale.
http://www.katieking.it/immagini/73/74450[1].jpg[/img]
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Ven Ott 21, 2016 11:55 am

Venerdi, Settimana dopo la Dedicazione del Duomo

Sant'Ilarione, monaco

21.10.2016
 
Di questo santo monaco, ciò che si conosce è quanto ci è trasmesso da san Gerolamo, che scrisse di lui a pochi anni dalla morte (371), presentandolo come l’iniziatore del monachesimo palestinese. Ilarione nacque a Thabata, nella striscia di Gaza negli ultimi anni del III secolo da genitori pagani che lo mandarono a completare gli studi ad Alessandria d’Egitto. Qui conobbe la fede cristiana e vi aderì, attratto da una sua espressione particolarmente vivace e coinvolgente in quell’epoca e in quella regione, il monachesimo.
Visse un periodo con abba Antonio, uno degli iniziatori di questa forma di vita cristiana, e poi – tornato nella sua terra – iniziò a vivere da eremita. Ben presto gli si radunarono intorno discepoli e devoti, così che, per poter continuare a vivere secondo la sua vocazione, nel 360 si trasformò in monaco itinerante. Si racconta che fu in Egitto, Libia, Sicilia, Dalmazia.
Ultima tappa fu Cipro, ove morì nel 371. Il suo culto fu molto diffuso nell’antichità, e biografie di lui – basate su quella stilata da san Girolamo - vennero scritte in moltissime lingue antiche.

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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Sab Ott 22, 2016 10:56 am


Sabato, Settimana dopo la Dedicazione del Duomo



San Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla), Papa


22.10.2016


Karol Józef Wojtyła nacque a Wadowice, città a 50 km da Cracovia, il 18 maggio 1920. Fu ordinato sacerdote a Cracovia il 1 novembre 1946. Successivamente,a Roma conseguì il dottorato in teologia (1948), con una tesi sul tema della fede nelle opere di San Giovanni della Croce. In quel periodo, durante le sue vacanze, esercitò il ministero pastorale tra gli emigranti polacchi in Francia, Belgio e Olanda.

Nel 1948 ritornò in Polonia e fu coadiutore in parrocchia e cappellano degli universitari fino al 1951, quando riprese i suoi studi filosofici e teologici che concluse nel 1953 all’Università cattolica di Lublino svolse poi l'incarico di professore di Teologia Morale ed Etica nel seminario maggiore di Cracovia e nella Facoltà di Teologia di Lublino.

Il 4 luglio 1958, il Papa Pio XII lo nominò Vescovo titolare di Ombi e Ausiliare di Cracovia e il 13 gennaio 1964 fu nominato Arcivescovo di Cracovia da Paolo VI che lo creò Cardinale il 26 giugno 1967. Partecipò al Concilio Vaticano II (1962-65) con un contributo importante nell’elaborazione della costituzione Gaudium et spes. Il Cardinale Wojtyła prese parte anche alle 5 assemblee del Sinodo dei Vescovi anteriori al suo Pontificato.

Viene eletto Papa il 16 ottobre 1978 e il 22 ottobre segna l'inizio del suo pontificato: primo Papa non italiano dai tempi di Adriano VI. Nel suo discorso di apertura del pontificato ha ribadito di voler portare avanti l'eredità del Concilio Vaticano II. Il 13 maggio 1981, in Piazza San Pietro, anniversario della prima apparizione della Madonna di Fatima, fu ferito gravemente con un colpo di pistola dal turco Alì Agca.

Molto importanti sono le sue encicliche, tra le quali sono da ricordare la "Redemptor hominis", la "Dives in misericordia", la "Laborem exercens", la "Veritatis splendor" e l'"Evangelium vitae". Dialogo interreligioso ed ecumenico, difesa della pace, e della dignità dell'uomo sono impegni quotidiani del suo ministero apostolico e pastorale. Dai suoi numerosi viaggi nei cinque continenti emerge la sua passione per il Vangelo e per la libertà dei popoli.

Ovunque nel mondo pronunciò messaggi, e celebrò liturgie imponenti, gesti indimenticabili: dall'incontro di Assisi con i leader religiosi di tutto il mondo alla preghiere al Muro del pianto di Gerusalemme. Così Karol Wojtyla ha traghettato l'umanità nel terzo millennio. La sua beatificazione ha luogo a Roma il 1° maggio 2011 cui è seguita la canonizzazione nel 2013.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Dom Ott 23, 2016 12:12 pm

Domenica I dopo la Dedicazione del Duomo di Milano



San Giovanni da Capestrano


23.10.2016


Giovanni, detto Giantudesco perché il padre era un barone tedesco trapiantato in Italia, nacque a Capistrano, paese posto tra i monti abruzzesi del Gran Sasso, agli inizi del XIV secolo. Distrutta completamente la sua famiglia per rivalità di paese, compì brillantemente gli studi di diritto in un Collegio dell’Università di Perugia, dove nel 1413 divenne luogotenente del podestà. Dopo movimentate vicende nella guerra tra Perugia e i Malatesta di Rimini, in cui fu anche incarcerato, per ispirazione di san Francesco maturò improvvisamente la scelta di entrare tra i frati francescani, a Monteripido, un Convento di stretta osservanza guidato da Bernardino da Siena.

All’interno dell’Ordine ricevette importanti incarichi e molto viaggiò in Italia e in tutta Europa, predicando e affrontando varie e gravi situazioni critiche della storia contemporanea, in particolare la riforma dei francescani, l’unità della Chiesa, insorgenti moti ereticali, e – infine – l’avanzata dei turchi verso il centro dell’Europa. Di fronte a questo pericolo incombente partecipò all’organizzazione della crociata in difesa dell’occidente cristiano: egli stesso fu presente nella battaglia di Belgrado dal 14 al 22 luglio 1456, vinta dai cristiani.

Una malattia contratta durante questa guerra e trascurata lo portò alla morte, a Vilek in Jugoslavia, il 23 ottobre 1456. Uomo eccezionalmente dotato dal punto di vista intellettuale, di carattere focoso e tagliente, ebbe un modo tutto singolare di incarnare lo spirito di san Francesco. Proclamato santo a furor di popolo, non ebbe però il riconoscimento canonico se non dopo 234 anni.



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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Lun Ott 24, 2016 1:09 pm

Lunedi, Settimana della I Domenica dopo la Dedicazione del Duomo

Sant'Antonio Maria Claret, vescovo beato Luigi Guanella

24.10.2016

Vissuto nel XIX secolo, in un’epoca di grandi trasformazioni sociali e politiche, Antonio Maria Claret è di origine catalana. Diventato sacerdote, si sentiva molto attratto dalla missione “ad gentes” e perciò chiese e ottenne di poter andare a Roma ad offrirsi alla Congregazione “de Propaganda Fide”. A Roma entrò nel noviziato dei Gesuiti con l’intenzione di essere inserito nell’attività missionaria di questa Compagnia.
La salute gl’impedì di portare a termine il suo disegno e, ritornato nella sua diocesi, predicò ivi missioni tra il popolo. Costituì un’associazione laicale a sostegno della sua opera, le “ Figlie dell’Immacolato Cuore di Maria” e, dopo una missione nelle Canarie, fondò anche il ramo maschile (1849). Lo stesso anno la regina Isabella di Spagna, avendo avuto notizia del suo spirito missionario, lo presentò al papa come candidato per la vacante sede episcopale di Santiago di Cuba. Fu consacrato vescovo (in questa occasione aggiunse al nome di Antonio quello di Maria, spiegando che la Madre del Signore “è il mio tutto, dopo Gesù”) e partì per Cuba nel dicembre 1849. Svolse intensa opera pastorale, ed anche sociale, in quella terra, attirandosi l’ostilità dei notabili del luogo.

Fu così che venne richiamato in Spagna dalla regina Isabella II, che lo nominò suo consigliere di fiducia. Nel 1868, con la cacciata della regina dalla Spagna ad opera della rivoluzione, anche il Claret andò in esilio, a Parigi, espulso dalla Spagna insieme ai suoi missionari. Partecipò al Concilio Vaticano I. Di ritorno in Francia, per sfuggire a un ordine spagnolo di cattura, si rifugiò nell’abbazia di Frontfroide, dove morì all’età di 63 anni. I suoi moltissimi scritti, di cui il più noto, intitolato “La retta via”, diffuse uno stile di vita evangelica e apostolica alla portata di tutti, testimoniano di una profonda vita di fede, cristocentrica e mariana.

Oggi si ricorda il san Luigi Guanella, Fondatore dei Servi della Carità e delle Figlie di S. Maria della Provvidenza.
Nasce a Franciscio di Campodolcino (So) nel 1842, nono di tredici figli. A dodici anni entra nel Collegio dei padri Somaschi a Como, poi in seminario. Ordinato prete nel 1866, inviato come parroco a Savogno, fonda una scuola elementare e vi insegna, oltre a curare la nascente sezione dell’A.C. Ostacolato dalla massoneria, deve lasciare la scuola e l’ufficio di parroco e si ritira a Torino presso don Giovanni Bosco (1875), dove pronuncia i voti e dirige l’oratorio S. Luigi. Ma il vescovo lo richiama in diocesi. A Traona promuove ancora la nascita di una scuola per bambini poveri, ma di nuovo è ostacolato e confinato sul Picco dell’Olmo, parrocchia di montagna.
Nel 1881 è parroco a Pianello Lario, ove trova preesistente un orfanotrofio e ricovero per vecchi e invalidi, a cui collabora con suor Marcellina Bosatta. Nel 1886 trasferisce l’opera a Como, ove si espande enormemente, col nome di “Piccola Casa della Divina Provvidenza ”, evidentemente ispirata al Cottolengo. Nel 1917 la Congregazione delle Figlie di S. Maria della Provvidenza riceve l’approvazione dalla S. Sede. Nel 1928, dopo ormai vent’anni di vita, è approvata canonicamente anche la Congregazione dei Servi della Carità.
In occasione dei terremoti di Calabria (1904) e Messina (1908) la sua opera si prestò in modo particolarmente assiduo all’accoglienza dei terremotati, soprattutto dei minori rimasti senza casa. Don Guanella ebbe rapporti con le personalità del cattolicesimo sociale del tempo (emigrazione: Scalabrini, scuole: Albertario) e fu molto amato dal card. Ferrari e da papa Pio XI. Morì il 24 ottobre 1915, a Como. È beato dal 1964 e santo dal 2011.



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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mar Ott 25, 2016 11:47 am

Martedi, Settimana della I Domenica dopo la Dedicazione del Duomo

Beato Carlo Gnocchi, sacerdote

25.10.2016
 
Carlo nacque a S. Colombano al Lambro (MI) il 25 ottobre 1902 dal Enrico e Clementina Pasta. Alla morte del padre, la famiglia si trasferì prima a Milano e poi a Besana di Brianza. Carlo entra in seminario e viene ordinato sacerdote il 6 giugno 1925; le sue prime esperienze d’apostolato sono nelle parrocchie di Cernusco sul Naviglio e in quella di S. Pietro in Sala a Milano. Nel contempo diviene cappellano all’Istituto Gonzaga, e successivamente ne fu anche direttore spirituale, dedicandosi con passione e intelligenza alle problematiche educative dei giovani affinando la sua passione e la sua sensibilità come educatore.
Il 10 giugno 1940, l’Italia entrò in guerra e don Carlo Gnocchi si arruola volontariamente, per stare con i suoi ragazzi, come cappellano militare del Battaglione degli Alpini ‘Val Tagliamento’, e partecipa alla campagna di Grecia e poi alla campagna di Russia, come cappellano degli Alpini della Divisione Tridentina; la disastrosa ritirata del gennaio 1943, che vide la morte di numerosi soldati, lo colpì profondamente, provocandogli una forte crisi spirituale sulla bontà di Dio, crisi che superò con la sua immensa fede e intuiendo il significato e il valore della sofferenza degli innocenti. Maturò il lui il desiderio di provvedere all’assistenza degli orfani dei suoi alpini, dei mutilatini di guerra, vittime dei bombardamenti e degli ordigni bellici scoppiati fra le loro mani e degli handicappati di ogni genere.
Decorato con medaglia d’argento al valor militare, negli anni 1944-45 partecipò alla Resistenza subendo anche il carcere per alcuni giorni e liberato per l’intervento del cardinale Schuster. Nel 1947 fonda l’Istituzione ‘Pro infantia mutilata’, rinominata nel 1953 ‘Fondazione Pro Juventute’. Si fece propagandista itinerante in Italia e all’Estero per le sue istituzioni, che ormai si erano ramificate, aumentando con ritmo veloce, in Lombardia e in altre regioni italiane. Come atto supremo dell’amore che portava verso i suoi mutilatini e disabili, volle che alla sua morte, avvenuta il 28 febbraio 1956, le sue cornee venissero espiantate per donarle a due ragazzi ciechi. Fu scrittore fecondo di spiritualità, educazione, pedagogia.
La sua salma, il 3 aprile 1960 fu traslata dal Cimitero Monumentale alla Cappella del Centro 'Don Gnocchi' di Milano. Il 25 ottobre 2009 è stato beatificato nel Duomo di Milano.
 
Oggi si ricorda anche san Gaudenzio di Brescia.
Fu l'ottavo vescovo di Brescia, la città in cui era nato. Si sa qualcosa sulla sua vita dai suoi dieci Sermoni, inviati ad un meritevole concittadino che perché malato, non poteva recarsi ad ascoltarlo. Gaudemnzio, per la suo umiltà, pensava di svolgere il suo ministero unicamente attraverso la predicazione. I suoi discorsi vennero copiati e diffusi perché richiesti dai fedeli.
Quando fu eletto vescovo, a furor di popolo e con l'approvazione di Sant'Ambrogio intorno al 390, era in pellegrinaggio in Terra Santa.La sua esperienza dell’Oriente gli procura un’importante missione nel 406. A Costantinopoli, il patriarca Giovanni Crisostomo è stato mandato in esilio per la seconda volta, a opera di Eudossia, moglie dell’imperatore Arcadio. Papa Innocenzo I manda Gaudenzio e altri quattro vescovi a Costantinopoli per incontrare Arcadio, promuovere un concilio e ottenere la libertà per il patriarca. Ma l’impresa fallisce: i vescovi vengono bloccati e rimandati indietro prima di arrivare a Costantinopoli. Gaudenzio, molto colto ma insicuro, godeva fama di grande santità e per questo ebbe la stima di grandi personalità religiose e civili del suo tempo.
 
 
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Mer Ott 26, 2016 2:50 pm

Mercoledi, Settimana della I Domenica dopo la Dedicazione del Duomo

San Luigi Orione

26.10.2016
 
E' una fra le figure più significative, per virtù e attività benefico-sociali, sorte in Piemonte a cavallo del secolo XX. Luigi Orione, è nato a Pontecurone (Alessandria) il 23 giugno 1872, ed è morto a San Remo il 12 marzo 1940; fu definito da Pio XII “apostolo della carità, padre dei poveri, benefattore insigne dell’umanità afflitta”. Di famiglia povera, fu costretto dal bisogno a seguire il padre nel duro lavoro di selciatore di strade. Accolto nell’Oratorio salesiano di Torino, dove ebbe confessore don Bosco, vi completò gli studi ginnasiali e nel 1889 entrò nel seminario di Tortona, venendo ordinato sacerdore nel 1895.

La sua attività, dettata dalle necessità del tempo, seguì due direttive: la scuola e le colonie agricole. Si prodigò per gli orfani dopo i terremoti di Messina (1908) e della Marsica (1915). Nel 1913 la sua attività apostolica raggiungeva il Brasile con l’invio dei primi missionari; altri ne destinò in Palestina e a Rodi. Fondò la congregazione religiosa dei Figli della divina Provvidenza e delle Piccole Missionarie della Carità.

È del 1915 l’opera che maggiormente amò, per i più miseri e infelici, il “Piccolo Cottolongo”. Inoltre, per la propagazione e la diffusione della fede, aprì case in Polonia, negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Albania. Il fondatore della ‘Piccola Opera della Divina Provvidenza’ è stato beatificato il 26 ottobre 1980 da papa Giovanni Paolo II, in un tripudio di tanti suoi figli ed assistiti provenienti da tante nazioni. E' stato proclamato santo da Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004.

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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Gio Ott 27, 2016 8:22 am


Giovedi, Settimana della I Domenica dopo la Dedicazione del Duomo



San Frumezio, vescovo


27.10.2016


La primitiva e principale fonte per la conoscenza di Frumezio è lo storico Rufino. Nella sua "Historia ecclesiastica" narra come al tempo dell’imperatore Costantino (sec. IV) un filosofo di Tiro sbarcò sulla costa orientale dell’Etiopia con due suoi giovani allievi, Frumezio ed Edesio. Dal massacro dei passeggeri e dell’equipaggio gli etiopi risparmiarono i due ragazzi, che condussero schiavi alla corte di Axum. Frumezio divenne segretario del re. Entrato in contatto con mercanti greco-romani già cristiani, cominciò a sviluppare nel paese i primi germi del cristianesimo.

Lasciata la corte, Frumezio passò ad Alessandria per informare il vescovo Atanasio dei progressi del cristianesimo in Etiopia. Atanasio lo consacrò allora primo vescovo di Axum (fra il 340 e il 346), dove Frumezio ritornò per continuare l’opera di evangelizzazione, quale apostolo tra gli etiopi. Fu accolto con onore e chiamato “ rivelatore di luce” e “padre pacifico” (Abba Salama). La sua predicazione portò alla conversione “un numero infinito” (dicono gli storici) di indigeni.
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Re: Santo del Giorno (rito ambrosiano)

Messaggio Da enricorns2 il Ven Ott 28, 2016 9:07 am


Venerdi, Settimana della I Domenica dopo la Dedicazione del Duomo



Santi Simone e Giuda, apostoli


28.10.2016


I cristiani fondano la loro vita sulla fede trasmessa dagli apostoli, i testimoni oculari che condivisero la vita di Gesù, dal suo battesimo fino all’ascensione. Simone e Giuda, venerati in un’unica festa, fanno parte del collegio apostolico, chiamati dallo stesso Gesù a seguirlo.

Simone fu soprannominato cananeo o zelota, due termini che esprimono lo stesso significato, cioè “zelante”. Secondo la tradizione del II secolo, riportata da Egisippo, sarebbe succeduto a san Giacomo il minore dal 62 al 107, data del suo martirio sotto Traiano, nel governo della comunità di Gerusalemme. Il suo martirio sarebbe avvenuto a Pella. Un’altra tradizione lo vede crocifisso in Abissinia; un’altra ancora crudelmente trapassato da una sega.

Giuda fu soprannominato Taddeo, per distinguerlo dall’altro Giuda; il suo appellativo significa “magnanimo”. La lettera di Giuda che troviamo nel Nuovo Testamento, non è ritenuta dagli studiosi del nostro apostolo. È invece proprio Giuda Taddeo che nel vangelo di Giovanni (14,22-23) rivolge domande a Gesù. Lo storico Niceforo Callisto riporta una tradizione secondo la quale Giuda evangelizzò la Palestina, la Siria e la Mesopotamia. Morì martire a Edessa. La Chiesa sira ne ricorda invece il martirio ad Arad, presso Beirut.
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